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Liti in Lega, commissario più vicino PDF Stampa E-mail
La situazione è degenerata vogliate intervenire»: una specie di Sos rivolto dal vice presidente vicario della Lega calcio Maurizio Zamparini al commissario della Figc Guido Rossi. In altre parole, mandateci di corsa un commissario in via Rosellini dove non si capisce più chi abbia legittimamente il potere di prendere una qualsiasi decisione. Una bordata alla quale fanno riscontro a breve giro di posta la rinuncia del neo consigliere delegato e direttore generale Sergio Gasparin nominato "all'unanimità" da un Consiglio di Lega che Zamparini aveva bollato di illegittimità.

«Clima di acuita litigiosità tra presidenti che rende irrealizzabile lo svolgimento del compito» spiega Gasparin nell'annunciare che da stasera torna a essere un semplice consigliere di Lega. E poi armadi zeppi di documentazione che è rimasta lì, negli uffici della Lega calcio, ma che non può essere consultata dopo l'ordinanza del Pm di Milano Margherita Taddei, in seguito ad una denuncia presentata dall'ex responsabile dell'ufficio legale, l'avv. Cristina Rossello, contro Massimo Cellino, cioè il presidente del Cagliari chiamato a gestire la transizione. Questione legata al contratto di consulenza scaduto e non rinnovato, al no rivolto al legale a frequentare gli uffici di via Rosellini e di intervenire all'assemblea delle società. Uno scontro arrivato ora sul piano penale (violenza privata, minacce e ingiurie i reati ipotizzati) che fa da corollario ad una situazione in cui si litiga perfino sull'uso della carta intestata col logo del pallone tricolore. Il caos insomma quando sembrava che fosse in vista un accordo, dopo una giornata, quella del 1 agosto in cui Massimo Cellino e Maurizio Zamparini, che aveva deciso di ritirare le sue "irrevocabili dimissioni", erano arrivati a decisioni importanti come le date di svolgimento dei campionati di A e B e delle altre manifestazioni.


Pareva potesse preludere ad un accordo per nominare, se non il presidente definitivo (nel senso di quel personaggio esterno voluto dal nuovo regolamento) almeno un "reggente" per gestire il cambiamento. E si era pensato - dopo la rinuncia di Massimo Moratti nella assemblea della scorsa settimana - che si potesse, alla ripresa dell'assemblea elettiva l'8 agosto, evitare in extremis il commissariamento. Ma la litigiosità, sperimentata sulla sua pelle anche da Gasparin, ha avuto il sopravvento.
A questo punto, nonostante Cellino occupi ancora stasera l'ufficio che fu di Adriano Galliani e prima ancora di Franco Carraro, e liquidi le grida di Zamparini con una lapidaria considerazione: «Le polemiche le fa chi non ha nulla da fare», la palla rimbalza di nuovo a Roma nella sede della Federazione e non è scontato che la Confindustria del calcio riesca a conservare quell'autonomia di autogoverno che ha finora orgogliosamente difeso.
E chissà se ci sarà tempo fino all'8 agosto per avere un'ulteriore chance di risolvere la crisi.

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