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Materazzi prolunga sino al 2010 e candida l'Inter tra le "grandi" PDF Stampa E-mail

Accolto da uno striscione dedicato a lui e a Fabio Grosso, e ovviamente al Mondiale vinto dall'Italia in Germania, Marco Materazzi è giunto a Brunico per della preparazione dopo l'annuncio del prolungamento del contratto fino al 2010. E visto che viene da un trionfo, il difensore campione del mondo non ha nessuna intenzione di smettere di vincere.

«Ci si prende anche gusto. Quindi speriamo di continuare con un anno pieno di altre grandi di soddisfazioni». Tanto più che, mai come quest'anno, l'Inter parte favorita. «Quest'anno lo sarà ancora di più perché si partirà tutti alla pari e questa è già una cosa positiva», dice Materazzi al sito ufficiale dell'Inter riferendosi alle conclusioni dei processi sportivi.

E l'ammissione del Milan alla Champions?

Non sta a me decidere o giudicare. Ho subito 20 giorni fa una ingiustizia, perché dovrei parlare degli altri? Mi tengo la mia e vado avanti. Penso che in questo momento il silenzio sia d'oro».

Durante le vacanze Materazzi nega di essersi fatto turbare la festa mondiale dal fantasma di Zizou.

«Ho sognato la fotografia che ho messo come sfondo sul mio telefonino: i miei tre figli con la Coppa del Mondo».

Sono già arrivati Maxwell, Maicon, Grosso, Dacourt e Vieira. E adesso, da difensore che ha affrontato entrambi, tocca a Toni o a Ibrahimovic?

«Sono due grandi calciatori, diversi fra loro, uno è un grandissimo bomber, uno è grandissimo con la palla tra i piedi, difficile riuscire a portargliela via. Però, ripeto, le mie sono solo valutazioni tecniche. Non sta a me decidere».
Materazzi, spesso in panchina lo scorso anno, un po' in discussione, e per qualcuno già in partenza, ha zittito la critica con un grande mondiale e prolungato il suo contratto nerazzurro. Adesso un posto da titolare se lo aspetta?
«No - risponde - io non lo aspetto. Me lo conquisto come ho sempre fatto. Se ci sarà bisogno di me, io ci sarò».

Che valore ha lo scudetto che porterete sulle maglie?

«Ha un valore molto importante perché il regolamento parla chiaro. Il gusto di poterlo festeggiare non lo abbiamo assaporato. Ma, come ha detto ieri anche Vieira, deve essere uno stimolo per conquistarlo anche sul campo».
Il primo a mostrare la maglia nerazzurra con lo scudetto è stato proprio Vieira, un ex juventino. «L'ha mostrata lui quella maglia solo perché non sono arrivato io per primo... »

Corriere canadese

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