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Le motivazioni della corte federale: Inchinarsi a Moggi per sopravvivere PDF Stampa E-mail

Image"Inchinarsi a Moggi per sopravvivere nel mondo della serie A": questa la parte più importante delle motivazioni della sentenza d'appello della Corte Federale e  riguardanti l'ex dg della Juventus. In tal modo si spiegano leforti riduzioni di pena per Fiorentina, Milan e Lazio, definite vittimedel sistema Moggi mentreper la Juve la pena è stata ridotta grazie alla "storia sportiva" ed alla "rimozione dei dirigenti responsabili della condanna".

Dopo aver letto tali motivazioni, attese con grande interesse per capire bene i criteri di valutazione dei giudici della Corte Federale, lo sdegno  e la sensazione che tutto sia finito a "tarallucci e vino" non va di certo via.

A pagare infatti (retrocessione e penalizzazione) è stata soprattutto la Juventus a causa delle condotte di Moggi e Giraudo che "sicuramente possiedono il carattere altamente inquinante della sistematicità e della stabilità organizzativa: l'aggregazione di tutti questi disdicevoli elementi è, peraltro, addebitabile, tra tutti gli incolpati del presente procedimento, solo alla Juventus, ciò che ne rende incomparabile, in negativo, la posizione rispetto ad ogni altro".

Colpi di mitra contro la Juve dunque, più che giusti, ma lo sdegno forte della Caf si è rivolto a Luciano Moggi: "Moggi alla luce sia dell'affermata responsabilità per gravi episodi di illecito sportivo, sia dalla protrazione nel tempo, sostanzialmente corrispondente allo svolgimento del campionato 2004/2005, della sua condotta strutturalmente rivolta al conseguimento dello scopo di alterazione della competizione per effetto del condizionamento della classe arbitrale, sia, infine e con particolare rilievo, alla luce della completa realizzazione in termini effettuali dell'illecito disegno, ha incrinato la pubblica fiducia nella lealtà delle competizioni sportive".

Ma, come dicevamo, siè avuto comunque uno sconto della pena per la Juve che è passata da -30 a -17 punti in serie B perchè "A fronte di tali pesantissimi elementi negativi appare equo porre con il dovuto effetto mitigativo della pena, rispetto a quella inflitta in primo grado, l'importante e prestigiosa storia sportiva, di cui ha sempre percepito i frutti anche la prima squadra nazionale, della società (elemento di cui l'ordinamento sportivo tende, sempre più spesso, a tener conto, come dimostra il favore verso la riammissione in campionati immediatamente meno elevati, di quello di competenza, di società dichiarate, fallite, ma portatrici di un glorioso passato atletico) nonchè la rimozione, o la mancata opposizione alle dimissioni, dei dirigenti responsabili della condanna".

 Infine un netto distinguo,da cui sono venuti fuori gli sconti alle altre società deferite, si è avuto tra "l'operato di Moggi e Giraudo da quello di altri dirigenti sportivi (Mencucci ed Andrea Della Valle) la cui azione non ha esplicato un grado di efficienza causale minimamente paragonabile a quella degli altri incolpati o ad essa assimilabile quanto a qualificazione giuridica".

 Raffaello De Nisco

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