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Borrelli: "Decisioni che non fanno bene al calcio" PDF Stampa E-mail
Noi avevamo notato un clima, un sistema di taciti accordi che indulgeva ai compromessi - ha dichiarato Borrelli a "Repubblica". - Si può parlare di una sentenza buonista e una decisione di questo tipo non fa bene al calcio".  Lineare e preciso come sempre Borrelli, capo dell'ufficio indagini della Figc, ha espresso le sue opinioni sulle sentenze della Corte Federale presieduta da Sandulli.

Non aveva più parlato da dopo le sentenze di primo grado che avevano emesso condanne serie e nette poi quasi del tutto ribaltate dal secondo grado di giudizio che, va ricordato, è composto da giudici già presenti in questi anni sotto la reggenza in Figc di Carraro.

Francesco Saverio Borrelli non avrebbe voluto parlare ma tenere in gola i magoni è cosa da supereroi e quando Piero Sandulli ha accusato l'Ufficio Indagini di errori e disattenzioni per non essersi accorti che la giustizia sportiva non prevede un reato associativo l'ex numero uno del pool di Mani Pulite ha detto la sua esprimendo le proprie ragioni.

"Penso che quella di Sandulli è una lezione quanto meno fuori luogo - ha affermato Borrelli in esclusiva a "Repubblica",- una cosa che poteva certamente risparmiarsi. Nessuno ha mai detto che il regolamento sportivo prevede il reato associativo. Noi dell'ufficio indagini avevamo notato un clima, un sistema di taciti accordi che indulgeva ai compromessi, specificando che era sbagliato parlare di Cupola nella comune accezione mafiosa, ma piuttosto era opportuno riferirsi a una diffusa sensibilità negativa, su cui chiunque all'interno del mondo del calcio poteva contare per raggiungere propri fini illeciti".

Ed ha ragione Borrelli a definire buonista e dannosa per il calcio la sentenza di secondo grado: "Credo che una decisione di questo tipo, presa in un momento come questo non faccia certo bene al calcio in generale, e non so quanto giovi all'immagine a livello internazionale".

E nelle sue opinioni è tutto il sistema ad essere marcio e perciò da cambiare:"Si tratta di fonti che tutti gli anni vengono innovate - ha concluso Borrelli - integrate e modificate, per cui la confusione è ormai arrivata a livelli di guardia. E comunque bisogna muoversi nella direzione opposta a quella di un ammorbidimento degli illeciti e delle sanzioni".

Raffaello De Nisco

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