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Inter: la Coppa per alleviare le amarezze PDF Stampa E-mail
ImageAPPIANO GENTILE - Riprovarci. Per alleviare almeno un po' amarezze e rimpianti. L'Inter partita per Roma è sembrata soprattutto un gruppo alle prese con una fatica in più, sapendo in principio che nulla può scaldare i cuori, nemmeno bissare il successo dello scorso anno.

"Sarebbe comunque solo una piccola soddisfazione", confessa Mancini già sulla strada di Roma, e si scopre che anche lui sta guardando ancora indietro, ad una stagione scoloritasi strada facendo, troppo presto. "E' forte il rammarico pensando al campionato, con la convinzione che l'Inter abbia buttato via qualcosa che sembrava impossibile, ed invece non lo era. Bisogna crederci fino in fondo, non spaventandosi se qualcuno allunga come ha fatto la Juve. A noi sarebbe bastato ripetere i risultati dell'andata, vincere con Parma, Livorno ed Empoli e tutto sarebbe diverso".

E' davvero strano il modo con cui l'Inter si avvicina alla sua seconda finale di Coppa Italia in 12 mesi, con la mente che fatica a concentrarsi sull'avversario e sulla sfida, complicata questo è certo, e forse avvertita come una piccola violenza per una squadra che ha pagato un prezzo altissimo al clamoroso flop del suo attacco. Un anno fa decise Adriano, due gol che divennero la bandiera con cui correre incontro al futuro con entusiasmo. Di tutto quello resta poco, ed ha lasciato posto ad una comprensibile frustrazione. Ora Adriano è addirittura un cruccio, se andrà tra gli undici è perché non c'è molto da scegliere. "Vedremo se giocherà", indugia Mancini che poi aggiunge: "Se sarà in campo speriamo faccia bene come nella finale dell'anno scorso. La scelta? Solo tecnica". Più che altro un po' disperata. Certo non facile se si pensa che il giocatore a cui è stato affidato lo stendardo nerazzurro, in tutto il girone di ritorno ha segnato un solo gol. Quanto questa situazione pesi lo rivelano le parole di Mancini: "Gli attaccanti in una squadra ci sono per fare gol, non per altro". Che giochino Adriano e Cruz, o che entri nella sfida anche lo stralunato Martins la finale di Coppa Italia per gli attaccanti dell'Inter diventa una sorta di ultima chiamata. Perché è evidente che se lo spreco è stato grande, il reparto sotto accusa è certamente quello avanzato. "Quando i nostri attaccanti hanno segnato abbiamo sempre vinto", aggiunge il tecnico, e si capisce cosa invidi a Spalletti: "Anche senza alcuni giocatori importanti sanno fare bene e sanno fare molti gol".

La Repubblica - repubblica.it

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