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Società nuova, ambizioni vecchie. La stella del Venezia è tornata a splendere ad appena un anno dalla sua eclissi totale. Lo scandalo, l'illecito, la retrocessione ed il fallimento: al club lagunare era capitato quanto di peggio una società professionistica potesse aspettarsi, tanto che il "Penzo" si è riscoperto stadio da C2 a pochi anni di distanza dalle sfide contro Juventus, Inter e Milan.
A Venezia quest'anno hanno sfilato Portogruaro e Jesolo, ma qualcuno ad inizio stagione pensava che presto sarebbe toccato a Cologna Veneta ed Itala San Marco. L'avvio è stato disarmante: squadra ultima in classifica con l'aggravante dell'improvvisazione dovuta alle note problematiche legate al "Lodo Petrucci". Improvvisamente, però, la nuova società si ricorda di un tecnico disoccupato che appena qualche mese prima aveva conquistato una caterva di punti con una squadra neopromossa dalla D. Quella squadra, pur competitiva, era la Juve Stabia. Quel tecnico, pur ambizioso, era Nello Di Costanzo. E' la svolta: dall'ultimo al primo posto, senza fermarsi mai. Una rimonta miracolosa che porta la firma del tecnico campano, arrivato a Venezia con grande umiltà ed impeccabile nel processo di ricostruzione mentale operato su ogni elemento del gruppo. Una squadra, il Venezia, trasformatasi in rullo compressore. La resistenza del Cuneo è durata fino a domenica scorsa, quando la squadra di Fortunato ha deposto le armi di fronte alla corsa dei lagunari. Che, è bene ribadirlo, partendo da ultimi in classifica hanno conquistato la promozione con un turno di anticipo, unica squadra "lodista" ad ottenere un simile risultato peraltro con un organico pieno di giovani interessanti affiancati da calciatori non di primo pelo (Lotti, Servidei, Collauto, Gennari...). Probabilmente la società del tandem Marinese-Poletti non si aspettava di cominciare a scalare l'Everest così presto, ma ora che la prima tappa è stata vinta si guarda già alla seconda. All'orizzonte c'è un nuovo direttore generale (Franco Peccenini), il cui arrivo varrebbe la conferma di Di Costanzo in panca, e con lui di molti protagonisti di un'impresa sportiva utili a far dimenticare le ultime disastrose gestioni tecnico-societarie che hanno riportato il Venezia nel calcio della C. Un passaggio obbligato per guardare avanti con rinnovato ottimismo. tuttalac.it |