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Palazzi: Arezzo sapeva dell'illecito |
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Nella sua requisitoria, il PM Palazzi inchioda l'Arezzo per il quale chiede la retrocessione in C1 e tre punti di penalizzazione da scontarsi nel prossimo campionato. La responsabilità presunta, di cui è stata accusata la società aretina, deriva esclusivamente dalla non risultanza di "elementi idonei ad evidenziare il nome di un singolo tesserato coresponsabile della condotta di illecito'' .
Dal quadro generale, secondo Palazzi, ''Non vi e' fondato dubbio, ad avviso della Procura, che la societa' Arezzo non fosse a conoscenza del tentativo di illecito posto in essere attraverso il tentativo di alterare il risultato di Arezzo-Salernitana" Le manovre di Bergamo e Mazzei per favorire l'Arezzo, non potevano essere all'oscuro di quest'ultimo, tanto che "che, nella telefonata con il Mazzei, il Titomanlio, alla domanda del suo interlocutore su chi avesse operato le pressioni su Mazzei, rispose 'l'Arezzo!'', così come " "è univoco e incontestabile che il comportamento di Titomanlio sia stato a vantaggio dell'Arezzo" La condotta di Titomanlio e Mazzei è, secondo le parole di Palazzi "molto grave, molto più grave di altre condotte, perché annichilisce la funzione del settore arbitrale che dovrebbe essere corretto ed equilibrato nello svolgimento di una partita in parità tra due squadre". Il PM smonta la tesi difensiva di Mazzei e Titomanlio, in modo deciso: "Non si puo' parlare, come hanno detto sia Mazzei e Titomanlio, di semplici raccomandazioni di tipo tecnico, altrimenti non si spiegherebbe perche' Mazzei avrebbe preso Titomanlio in disparte anziche' parlargli di fronte a tutti" e, d'altra parte "il comportamento di Titomanlio e' riscontrabile obiettivamente dalle parole dello stesso, ne consegue un comportamento di illecito, poiche' la condotta posta in essere da Titomanlio si configura come alterazione del risultato della gara, avendo impedito alzando la bandierina che la Salernitana pareggiasse'' |