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Genoa il ritorno di Vavassori per il dopo Perotti PDF Stampa E-mail
ImageGENOVA - Alla sella del vecchio grifone ritorna Giovanni Vavassori, che subentra all'esonerato Attilio Perotti. Il mister bergamasco, ancora sotto contratto, era stato allontanato dopo la prima sconfitta stagionale in quel di Busto Arsizio, preceduta da una lunga serie di pareggi, soprattutto casalinghi.

La decisione di cambiare guida tecnica era ormai scontata, restavano soltanto alcuni dubbi sul nome del terzo mister della stagione: il rientrante Vavassori ha quindi battuto le candidature di vecchie bandiere rossoblu, come Vincenzo Torrente, allenatore della Beretti, e Claudio Onofri, attualmemente commentatore televisivo. La prima sconfitta casalinga della stagione contro il Cittadella per 3-1 ha reso palesi le difficoltà fisiche, tecniche e psicologiche di una squadra reduce dal k.o. di San Benedetto, assolutamente inatteso, dato che l'ex capolista, dopo la sconfitta di Spezia, aveva confermato ottimi segnali di ripresa conquistando l'intera posta in palio a Lumezzane e in casa contro il Monza. Il deludente ruolino di Perotti nel suo terzo regno rossoblu è il seguente: in casa 3 vittorie (con Pro Sesto, San Marino e Monza) e 1 sconfitta (con Cittadella); in trasferta 1 vittoria (con Lumezzane), 2 pareggi (a Giulianova e Pavia), 2 sconfitte (a Spezia e San Benedetto).

ImageLa sconcertante debacle interna contro il Cittadella è avvenuta in un ambiente surreale. I club non hanno appeso i rispettivi striscioni, mentre, in ogni settore dello stadio, sono comparsi striscioni di contestazione verso società e squadra, segno di una frattura netta e pericolosa: "Preziosi sono tre anni che sei qui e siamo ancora in C"; "I nostri striscioni meritateveli"; "Fuori cuore e grinta". La squadra, andata sotto nei primi minuti di gioco, non è praticamente mai riuscita a trovare dentro di sè la fondamentale scossa per onorare il match, facilitando il gioco di un Cittadella al top della condizione psicofisica, che gli consente di tenere vive le ultime speranze di agganciare il treno dei playoff. La sconfitta ha coinciso con la prima vera e propria contestazione dell'annata contro Preziosi, il quale, al triplice fischio finale, è rimasto incredulo e preoccupato ed è uscito dallo stadio scortato dalla Digos. L'inatteso k.o. casalingo, oltre che segnare l'aritmetica promozione in cadetteria dello Spezia dopo 55 anni d'assenza, ha messo perfino in pericolo il secondo posto, importante da raggiungere viste le agevolazioni che concede, sia in termini ambientali che di risultato, nella lotteria dei playoff. Il grifone infatti, nell'ultima giornata di campionato, farà visita al temibile Teramo.

Un eventuale ed ennesimo palso falso, in concomitanza con il successo casalingo del Monza contro il tranquillo Giulianova, rischierebbe di far scendere il grifone addirittura al quarto posto. Un'eventualità che i tifosi rossoblu non vogliono nemmeno prendere in considerazione. Che il primo Maggio non fosse iniziato col piede giusto si era già capito con le irrevocabili dimissioni del dg Fabiani, qualche minuto prima dell'inizio della gara.

tuttalac.it 

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