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La Juventus ha un nuovo direttore sportivo, Alessio Secco PDF Stampa E-mail
TORINO - La Juventus ha un nuovo direttore sportivo, Alessio Secco, ma, soprattutto, un nuovo responsabile dell'area tecnica e di mercato, Fabio Capello. L'allenatore assume - primo caso in Italia del genere - i pieni poteri di manager sportivo, oltre a quelli di tecnico, insomma il ruolo di Alex Ferguson nel Manchester, per citare il caso più noto.

Gli si affiancherà Secco, 36 anni, già team manager e responsabile ufficio stampa, che tradurrà in contratti gli acquisti effettuati in prima persona da Capello stesso. Si tratta di una autentica rivoluzione, nata un po' per scelta e un po' per caso. Il nuovo amministratore delegato pro tempore, Carlo Sant'Albano, si è trovato in piena sintonia con il vicepresidente dell'Ifil, John Elkann, sulla introduzione del ruolo di coach, tipico dello sport anglosassone, anche in Italia. Il caso ci ha messo del suo con il «no» di Franco Baldini domenica scorsa.

Capello, molto contrariato da questo atteggiamento, ha fatto capire di non nutrire fiducia in nessun altro dei papabili al ruolo di direttore sportivo e ha proposto di riassumere in sè la funzione (che peraltro quest'anno aveva sempre negato di voler accettare) di responsabile unico del mercato e dell'area tecnica. Capello ha «barattato» il suo sì senza condizioni ad allenare la squadra anche in B (se così sarà), con la richiesta di avere pieni poteri.

Seguirà, a distanza di poche ore, anche la nomina del nuovo amministratore delegato, che prenderà il posto di Sant'Albano. Si tratta, secondo indiscrezioni, di un manager di una nota azienda turistica del Gruppo Agnelli. Sarà a lui che Fabio Capello renderà conto direttamente, nelle sue operazioni di mercato e tecniche. Il vento di rinnovamento ha investito anche l'area comunicazione, che ora viene affidata alla società «Community», presieduta da Auro Palomba, che si occuperà innanzitutto di supportare l'amministratore delegato nelle sue attività di comunicazione istituzionale ed economico-finanziaria, focalizzate sulla gestione dei cambiamenti che stanno interessando la società.

È sempre più chiaro che il nuovo corso riparte da un organigramma societario totalmente diverso dal precedente, come filosofia: nel consiglio di amministrazione non entrano nè Andrea Agnelli nè rappresentanti dell'area gestionale, come invece era accaduto per Giraudo e Moggi, ma si separano nettamente le funzioni direttive affidate a uomini ritenuti di alto profilo, inseriti nel cda, da quelle operative che comprendono i ruoli di amministratore delegato, direttore sportivo, allenatore. Scompare probabilmente il ruolo di direttore generale, riassunto in sè dallo stesso Capello, che inizia un'ennesima, stimolante scommessa, in un ruolo che in Italia non ha precedenti.

Corriere della Sera

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