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Si allunga la lista degli indagati PDF Stampa E-mail

Image Si allunga la lista degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla Gea dei pm della procura di Roma Luca Palamara e Maria Cristina Palaia: il reato di illecita concorrenza con minacce o violenza è stato attribuito anche a Giuseppe De Mita (nella foto), Riccardo Calleri, Tommaso Cellini e Davide Lippi.

I loro nomi si aggiungono a quelli di Luciano e Alessandro Moggi, Chiara Geronzi e Franco Zavaglia. Le prime reazioni non si sono fatte attendere. "Questo non modifica la posizione che è stata assunta dalla Federazione. Siamo in un momento in cui c'è una bufera in corso, nel senso che è una situazione che si riempie di contenuti giorno dopo giorno. Bisogna avere la capacità di gestirla": lo ha detto il capo delegazione degli azzurri per i mondiali, Giancarlo Abete, riferendosi proprio all'iscrizione nel registro degli indagati di Davide Lippi, figlio del Ct azzurro.

Abete ha aggiunto che non ritiene che la vicenda possa incidere sul lavoro del commissario tecnico. Ma sulle ultime affermazioni del capitano della nazionale Fabio Cannavaro, non sono mancate altre reazioni stamane al centro tecnico di Coverciano: un gruppetto di tifosi ha assistito all'allenamento della Nazionale, divisi fra sostegno agli azzurri e contestazione, ha esposto uno striscione con la scritta "dimostriamo al mondo che il calcio siamo noi", ma non ha mancato di far sentire fischi e cori contro lo stesso Cannavaro tutte le volte che passava loro davanti.

Intanto gli stessi magistrati romani che indagano sulla Gea, hanno ascoltato stamani pr circa tre ore in procura l'ex procuratore sportivo Antonio Caliendo come persona informata sui fatti. "Io con la Gea ho una causa in corso per la vicenda legata al calciatore Nicola Amoruso", ha detto incontrando i giornalisti al termine dell'audizione nell'inchiesta sulla società guidata da Alessandro Moggi.

Proprio il figlio dell'ex direttore generale della Juventus si sarebbe attivato per sottrarre la procura di Amoruso, all'epoca attaccante del Napoli, ma sull'argomento Caliendo è stato con i cronisti piuttosto vago così come non ha voluto fornire i particolari legati a David Trezeguet, attualmente gestito dal padre: "usci' all'epoca tutto sulla stampa", ha detto Caliendo. Nel novembre del 2002 i media parlarono, infatti, di un tentativo da parte della Gea di strappare la procura fino a quel momento gestita da Caliendo.

L'ex manager di Gabriel Batistuta e Roberto Baggio ha anche precisato di non aver mai avuto problemi particolari con Luciano Moggi: "alla luce di quanto sta accadendo oggi mi sembra un capro espiatorio. Quando sento parlare di intercettazioni, però, mi sento rabbrividire, ho la pelle d'oca".

RaiNews24 

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