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I nerazzurri domano a San Siro un Ascoli volenteroso ma poco incisivo. Zanetti sblocca il risultato, poi autogol di Cudini. Julio Cesar para un rigore a Fini
Missione compiuta per l'Inter: il 2-0 nella gara casalinga con l'Ascoli permette ai nerazzurri di mantenere il primato in classifica in coabitazione col Palermo. Un buon segnale per Mancini, che vede la sua squadra crescere quanto a continuità di risultati. Anche il gioco, a tratti, inizia a farsi apprezzare e sa divertire il pubblico del Meazza, specialmente quando Ibrahimovic unisce un po' di concretezza ai lampi del suo indiscusso talento. Il risultato, va detto, forse penalizza un po' troppo l'Ascoli: nulla da dire sulla vittoria dell'Inter, ma i marchigiani hanno retto bene il confronto, non si sono mai disuniti e hanno avuto le loro occasioni per rendere più incerto il confronto, specie quando Fini si è fatto parare da Julio Cesar il rigore che avrebbe riaperto i giochi. Ma, a conti fatti, gli uomini di Tesser restano a quota 4 punti in classifica, mentre gli interisti salgono a 24. Il primo tempo dell'Ascoli conferma la solidità della squadra marchigiana nelle trasferte considerate proibitive. A San Siro gli uomini di Tesser avevano già fatto soffrire il Milan, per poi sfiorare la vittoria all'Olimpico contro la Roma. Nel tentativo di sfondare la difesa bianconera, l'Inter trova le stesse difficoltà che hanno incontrato le altre grandi. L'Ascoli utilizza il fuorigioco in modo intelligente e per tutta la prima parte di gara argina il talento della coppia d'attacco titolare schierata da Mancini, ovvero Crespo-Ibrahimovic. Lo svedese appare subito in giornata positiva, ma impiega una buona mezz'ora per prendere le misure ai difensori avversari. L'Inter riesce comunque a rendersi pericolosa con i cross di un intraprendente Maicon e gli inserimenti del sempre letale Stankovic, ma nel complesso la diga marchigiana tiene bene. In chiusura di tempo, però, l'Inter passa: affondo sulla sinistra di Ibrahimovic, cross per Crespo che tira e trova la deviazione vincente di Zanetti, bravo e tempestivo nello sganciamento offensivo. Con il gol del capitano, l'Inter sale a 24 partite interne consecutive in campionato con almeno una rete all'attivo. L'Ascoli non si dà per vinto ed esce dallo spogliatoio pronto a dare battaglia. Nei primi minuti Zanetti e Bjelanovic mettono in apprensione Julio Cesar, ma l'Inter passa indenne e trova il colpo del k.o.. Figo, appena entrato, mette in mezzo un buon pallone per Crespo: Cudini anticipa in spaccata l'argentino, ma fa centro nella propria porta. E' il 2-0. L'Ascoli non molla e si getta alla disperata ricerca del gol che riaprirebbe la partita. La chance più clamorosa capita a metà ripresa quando Banti concede un rigore agli ospiti (il primo del campionato, fallo di mano di Maicon su tiro di Galloppa): sul dischetto si presenta Fini, ma Julio Cesar si esalta in tuffo. San Siro esulta per lo scampato pericolo e tocca a Pagliuca, applauditissimo ex, diventare protagonista per negare il terzo gol a Crespo, Figo e Ibrahimovic. L'Ascoli, dal canto suo, ha il merito di lottare fino alla fine, ma il pallone proprio non vuole entrare. Non è una novità: con 5 gol fatti, l'attacco bianconero è il peggiore del campionato. Al fischio finale, i tifosi dell'Inter festeggiano. E la sconfitta del Milan a Bergamo rende perfetto il pomeriggio nerazzurro. Facella Giovanni |