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11ma giornata: Messina-Cagliari 2-2 PDF Stampa E-mail
In pieno recupero, il centrocampista regala il 2-2 al Cagliari. Di Cordova, Esposito e Riganò le altre reti del match. Per i sardi anche un gol fantasma
Quando le partite sono molto equilibrate, di solito ci vuole un episodio per dare una svolta. E la gara del San Filippo non fa eccezione, perché il gol del vantaggio dà la spinta al Messina dopo una prima mezz'ora in cui nessuna delle squadre sembrava prevalere sull'altra. Per la verità, la papera di Chimenti che rende vincente la punizione da 35 metri di Cordova penalizza eccessivamente un Cagliari che stava decisamente crescendo, dopo una partenza sprint degli avversari. Da qualche minuto i centrocampisti rossoblù (oggi in maglia verde) avevano iniziato a fornire palloni invitanti per Esposito, molto insidioso sul lato sinistro dell'attacco ospite. Il Messina, che aveva recriminato per un fuorigioco inesistente segnalato a Floccari proprio in avvio di partita, stava cominciando a faticare contro l'attenta difesa schierata da Giampaolo, capace di limitare gli effetti dello stato di grazia del capocannoniere Riganò. Ma poi arriva quella punizione, che cambia il risultato e l'inerzia della gara. Il Cagliari, frastornato, soffre per un quarto d'ora, sbanda e aspetta l'intervallo per riordinare le idee e ritrovare morale.
Nella ripresa sono i padroni di casa a ripartire meglio, ma come un fulmine a ciel sereno arriva il pareggio ospite: Esposito indovina il taglio giusto, calcia rasoterra e fredda Storari. Una soddisfazione meritata per il numero 7 rossoblù, finalmente a segno in campionato. Il Messina, allora, riparte a testa bassa: così, dopo un probabile rigore non concesso ai siciliani (fallo di mano in area di Agostini su iniziativa di Alvarez), Riganò trova il 2-1 con una giocata da fuoriclasse assoluto: controlla un lancio lungo, si porta avanti il pallone con la coscia liberandosi di due uomini e beffa Chimenti in uscita con un pallonetto. Gara finita? Macché, è solo l'inizio di un'altalena di emozioni. Iuliano va in rete ma è fermato in giusto fuorigioco, e sul ribaltamento di fronte sono i sardi a gridare al gol: Storari leva dalla porta un colpo di testa di Conti, quasi impossibile stabilire se il pallone, nella traiettoria aerea, abbia varcato interamente la linea. Sta di fatto che Giannoccaro non convalida e il pubblico messinese pensa di avercela fatta. Invece, nel finale, arriva la beffa. Ed è proprio Conti a prendersi la rivincita, con un cross troppo lungo che diventa imparabile per Storari. Finisce 2-2 e forse è giusto così: oggi nessuno meritava di perdere.
Giovanni Facella
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