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Il 3-1 all'Ascoli non deve ingannare: gli uomini di Sonetti fanno soffrire in molte occasioni quelli di Rossi, che mettono al sicuro il risultato solo dopo aver rischiato il ribaltone. Pandev mattatore
Rossi e Sonetti possono passare un bel lunedì. La sfida tra Lazio e Ascoli ha dato soddisfazioni a entrambi. Il tecnico della Lazio ha potuto riscontrare la capacità della sua squadra di soffrire più di quanto atteso, quello dei marchigiani ha visto un gruppo in grado di giocarsela un po' con tutti e di essere competitivo per la salvezza. Gli ospiti partono subito forte, decisi a far capire ai laziali che non sono venuti a Roma a subire. La Lazio, tuttavia, tiene a precisare chi comanda, e a dimostrare che con la sua maglia segna chiunque: anche un difensore, anche Belleri, che raccoglie una respinta su punizione di Mauri. Ma gli ascolani si affidano al vecchio detto secondo il quale "chi la fa la aspetti": proprio Mauri, propiziatore del vantaggio biancoceleste, è il laziale che regala ai marchigiani il pareggio, scaturito da un cross di Minieri e da una deviazione nella sua porta del fantasista. Il quale, peraltro, non deve sopportare a lungo il peso dell'errore: ci pensa l'altro fantasista bioancoceleste, Pandev, a fare terra bruciata sulla destra entrando in area e a mettere dentro sul palo opposto, mandando i suoi all'intervallo in vantaggio. Nella ripresa l'Ascoli rientra con la carica somministrata in spogliatoio da Sonetti. E non si spaventa per i pericoli creati dai vari Mauri e Mudingayi alla porta di Pagliuca: i marchigiani fanno di peggio con Guberti e sprecano con Perrulli. Insomma, pressione e apprensione da entrambe le parti, mentre la partita diventa sempre più confusa, fallosa e tesa, sorpattutto sul fronte dei padroni di casa. Rossi prova a razionalizzare il suo assetto, inserendo Foggia per Pandev. Dalla parte opposta, ecco Marco Delvecchio (puntuali i fischi dagli spalti), veterano con tanta voglia, ma con un fisico che non lo aiuta. L'Ascoli non demorde e continua a mettere in difficoltà gli uomini di Rossi. E allora, se la difesa soffre, non resta che andare a cercare di chiudere la partita. Entra anche Makinwa, e alla fine matura il gol decisivo: grande azione di Rocchi sulla sinistra, su cui Foggia irrompe da proverbiale ex. Giovanni Facella |