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L'estate rovente del calcio non era stata per l'ex presidente della Figc poi così calda anzi sembrava dopo la sentenza Caf una minestra riscaldata: ora è solo una minestra ed il perchè è cosa semplice da indagare e scoprire.
L'Arbitrato ha infatti lasciato solo la multa di 80000 euro a Carraro per le sue colpe in calciopoli e tolto la diffida. Ma l'ex presidente del calcio italiano ancora non è contento e ricorrerà al Tar del Lazio per non pagare la multa. "Non per avarizia o arroganza - spiega Carraro - ma perché l'arbitrato ha stabilito che per lo stesso errore avevo subito due sanzioni: mi ha riconosciuto innocente, mi ha tolto la diffida e ha dichiarato di non poter decidere sulla multa....Penso di essere innocente sul piano personale, sportivo e penale...colpevole per gli errori che ho commesso ma non scendo nei dettagli perché la mia vicenda sportiva è praticamente conclusa ma sono ancora aperte le questioni con la Procura di Napoli e la Corte dei Conti; ci sono persone ancora coinvolte nei procedimenti". Domande nascono spontanee sull'olfatto andato a male di Carraro che non aveva annusato nulla dell'aria che intasava il calcio: "C'erano battute, chiacchiericci, ma denunce un minimo circoscritte non sono mai state fatte. Quando nell'estate 2005 decisi che Bergamo e Pairetto, i due designatori, andavano sostituiti, molte persone mi telefonarono perché li confermassi... Ho commesso errori e leggerezze ma penso che la semplificazione "o in malafede o stupido" sia sbagliata". Sull'esigenza di nuove regole dice: ''due esigenze contraddittorie: da una parte quella di una Figc capace di tornare alla gestione ordinaria, con un presidente in grado di rassicurare anche i nostri interlocutori stranieri. Dall'altra mi domando: tutte le riforme indispensabili saranno predisposte per il 22 gennaio? (Data in cui si riunirà l'assemblea della Federcalcio. Ndr). Temo di no. e suggerisce di formare ''un organismo che garantisca le riforme. Poi, a regime, si potrebbe arrivare ad un meccanismo che si sta realizzando nelle banche e nelle maggiori imprese e che prevede due organismi: uno di indirizzo e controllo ed uno di gestione''. Raffaello De Nisco |