|
La festa del Torino, una delle più gloriose società di calcio italiano, stava per essere rovinata dall'Empoli uscito sconfitto dal Comunale ma a cui addirittura il pareggio stava stretto. Il presidente Cairo ovviamente glissa l'argomento e parla di tutt'altro:“E’ stato bello riunirli tutti. C’era un filo unico, e tutti i giocatori erano felicissimi di esserci.
Questa l'intervista al presidente ripotata da Tgcom: "Una cosa speciale, un’emozione unica”, conferma il presidente del nuovo Torino. “Per noi e’ stato veramente straordinario poter celebrare il Centenario. Quando il 2 settembre 2005 ho preso il Torino era appena nato, veniva da un Lodo – ricorda Cairo ai microfoni di Rai Radio Anch’io - Era in serie B e non aveva nulla della storia precedente. Poi quest’anno siamo riusciti ad acquistare marchio e trofei, e a quel punto e’ stato possibile celebrare Centenario, e farlo in serie A, miracolosamente dopo una partita giocata davanti a 60mila persone al Delle Alpi, quando battemmo il Mantova”.
Un Toro che tutti si aspettano presto ad alti livelli. “Credo che noi dobbiamo prendere esempio dal Torino dei fondatori, da quello degli anni ’40 e degli anni ’70 – sostiene Cairo - Con una tifoseria dal calore immenso possiamo fare cose importanti e dare grandi soddisfazioni – e sui “cugini” bianconeri - La Juventus faccia la sua gara, e noi faremo la nostra: ma Torino e’ stata e restera’ granata”. La Juve in serie B “non e’ un problema economico” secondo il numero uno torinista, che risponde a quanto sostenuto dal livornese Aldo Spinelli. “Se la Juve meritera’ di salire in A, ben venga, ma non ne faccio un problema economico, anche se capisco che Spinelli da buon genovese si preoccupi anche di questo – dice - Dobbiamo recuperare sempre piu’ i valori dello sport, e mischiarli sempre meno alla parte economica”.
Spinelli ha anche dichiarato che spera di uscire al piu’ presto dalla Coppa Uefa, perche’ la sua squadra non ce la fa a essere impegnata su tre fronti. Quest’anno sono rimasto dispiaciutissimo che non ci siamo qualificati in Coppa Italia, perche’ secondo me il nostro pubblico saprebbe degnamente celebrare questi eventi con una presenza molto importante – risponde Urbano Cairo - Credo sia bello onorare tutte le coppe a cui si partecipa. Io sarei ben felice di andare avanti”. Certo e’ che molto del futuro del nuovo Torino passa anche attraverso lo sviluppo del vivaio. “E’ una cosa in cui credo fortissimamente e in cui sto investendo molto – dice Cairo - Ora abbiamo dodici squadre e siamo una delle societa’ che investe di piu’. Noi, ricordo, abbiamo dovuto ripartire da zero, in quanto dopo il fallimento della vecchia societa’ tutti i tesserati si sono liberati. 15 mesi fa siamo ripartiti, e contiamo gia’ squadre di buon livello. Ma per ottenere risultati in questo settore ci vogliono alcuni anni. Io comunque punto moltissimo sul vivaio – conclude - perche’ mi rendo conto che e’ fondamentale in un calcio con dei valori economici che per alcune societa’ restano irraggiungibili”. |