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Premettiamo che questa invettiva sarà celebrata nel massimo rispetto delle persone chiamate in causa e delle loro idee, anche se quest' ultime non saranno condivise. Fatta questa premessa imprescindibile, appare penoso che l' Inter sia spaccata al suo interno dalla corrente pro- legittimità dell' ultimo scudetto vinto a tavolino, e da quela opposta che riconosce alla Juventus i giusti meriti del campo. Quest' ultima corrente di pensiero, senz' alltro la più nobile delle due, è rappresentata dai giocatori, con in testa Materazzi, che avrà mille difetti, ma in quanto a franchezza non è secondo a nessuno, fino a chi quello scudetto l'ha vinto col proprio sudore, ovvero gli ex-juventini Vieira e Ibrahimovic.
Mister Mancini, che invece in quanto a non-fair -play non è secondo a nessuno, e non solo da allenatore, si ostina a dire che l' anno scorso l' Inter era più forte della Juventus, forse dimentico delle lezioni subite a Torino (ko per 2-0) e a Milano (sconfitta per 2-1) e dall' imbarazzante distacco in classifica dagli uomini di Capello già a novembre, come se le figure barbine collezionate sul campo che lo determinarono fossero pilotate da Moggi. E veniamo a Moratti, l' ormai ex-gentelmen del calcio italiano. Anche lui è per la legittimità del titolo, ma nel suo caso si deve fare un discorso di caratttere generale, nel senso che la sua rivendicazione è figlia di una gestione scelerata e ridicola dell' Inter dal momento del suo insediamento. Mentre la Juve negli ultimi dieci anni e passa oltre ai 2 più 4 scudetti, tra le altre cose ha vinto 1 Intercontinenetale, 1 Supercopa Europea e 1 Champions, disputandone anche altre 3 finali (fino a prova contraria il tutto non macchiato da intercettazioni), il simpatico Massimo sfasciava la sua squadra, mandando via tra gli altri F. Cannavaro (proprio alla Juve), Roberto Carlos, Seeedorf, Pirlo e Ronaldo, quest' ultimo sacrificato per trattenere Cuper, poi cacciato tre mesi dopo. Quindi le colpe degli insuccessi sono anche sue. Ma lo ha mai ammesso? No. A suo giudizio la colpa è solo di Moggi, unico simbolo del Male, come i comunisti per Berlusconi. E' vero, probabilmente senza i misfatti degli arbitri lo scudetto del 98' sarebbe stato dell' Inter, così come sarebbe stato ugualmente dei nerazzurri se quest' ultimi non avessero perso in casa col modesto Bologna e non avesero lasciato 5 punti su 6 all' ancora più modessto Bari. Non ce ne vogliano, ma i felsinei e i pugliesi non erano certo la Juve, che all' epoca, risultati alla mano era la squadra più forte del mondo. Non è stata altro che incapacità dell' Inter gettare alle ortiche lo scudetto del 2002. E a tale proposito, il Moratti moralmente integerrimo, come si definisce, telefonò Cragnotti, allora patron dela Lazio, avversaria dell' Inter in quel famoso 5 maggio, per chiedergli Nesta, salvo poi sparire a disfatta consumata. Un fallito tentativo di condizionamento da parte del presidente nerazzurrro quindi, fasullo paladino della moralità, vista anche la vicenda dei passaporti che ha coinvolto l' Inter e quella dei pedinamenti. La realtà è che con la rivendicazione di legittimità dell' ultimo titolo, l' Inter sta diventando la squadra più odiata d' Italia, non solo dagli juventini (comitato per la non assegnazione docet), ma anche alcuni interisti non lo avrebbero voluto. A margine della discussione riguardo la legittimità o meno dello scudetto neroazzurro, vorremmo biasimare la scarsa obiettività di 2 persone che ci permettiamo con deferenza di chiamare colleghi: il noto giornalista Beppe Severgnini, interista doc e Dario De Simone, anti juventino, come lui stesso si è professato nella trasmissione radiofonica sull' Avelino Calcio che ben conduce. Il primo ha invitato tempo fa dalle colonne di noto quotidiano sportivo gli juventini a vergognarsi, come se, aggiungiamo noi, fossero stati loro e non Moggi a organizzare tutto quel che di orrendo è successo. Ferma restando la libertà d' opinione di tutti, a nostro parere il grande editioralista avrebbe fatto bene a non lanciarsi in giudizi così pesanti, visto il suo ruolo da cui dovrebbe conseguire obiettività che in questa circostanza non ci pare abbia tanto lasciato trasparire. Idem dicasi per il buon De Simone, che rimarca a senso unico i favori alla Juve, senza mai citare i torti, che finora pure ha subito , si diverte sarcastiscamente a far notare che il derby di Torino non ci sarà, volendo fare ironia sul fatto che la Juve è in B, giudica vergognoso il rinvio al 1 novembre della partita Juve-Brescia per consentire la presenza dei nazionali bianconeri, come se fosse stato quello l' unico incontro di B posticipato a quella data e per gli stessi motivi. In conclusione, ci potrete accusare di essere filo-juventini, ma crediamo di non essere parziali, se esponiamo questi concetti su cui è imperniato il nostro ragionamento: gli allora dirigenti della Juve(Moggi e Giraudo) si sono macchiati di 1 crimine calcistico vergognoso ed indelebile, che però non è stato del tutto decisivo nei successi della squadra bianconerea, data la superiorità espressa sul campo e corroborata dagli 8 suoi uomini presenti nella finale di Berlino, dai primi due posti nel Pallone d' Oro e dal tecnico campione del mondo che sullo scanno torinese ha vinto tutto. Ma per alcuni il campo quando si parla di Juve è ormai un optional. Paolo Iacobellis |