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Guido Rossi preoccupato: "Situazione più grave del previsto" PDF Stampa E-mail
ImageROMA - La scandalo del calcio è peggiore persino di quanto le intercettazioni non avessero lasciato pensare. E per rimettere le cose a posto, il commissario straordinario della Figc Guido Rossi non potrà neppure contare sulla squadra "titolare" immaginata in un primo momento. "Non mi aspettavo di trovare una situazione così grave, credevo fosse molto più circoscritta", ha ammesso sconsolato. Il compito per il quale il professore della Bocconi è stata chiamato d'urgenza in Federcalcio è più difficile del previsto, ma per portarlo a termine il commissario non potrà fare affidamento su uno dei suoi uomini di fiducia. Il magistrato romano Settembrino Nebbioso non potrà infatti essere uno dei suoi tre vice. Il Consiglio superiore della magistratura ha bocciato la richiesta del presidente del Coni Gianni Petrucci di autorizzare all'ex capo di gabinetto del ministero della Giustizia ad assumere l'incarico all'interno della Federcalcio.

Il Csm ha ritenuto infatti che anche a Nebbioso vada applicata la regola, decisa appena due giorni fa sull'onda dello scandalo del calcio, di non consentire più ai magistrati di ricoprire incarichi sportivi. E il Coni, d'accordo con Rossi, ha deciso di non sostituire Nebbioso.


La situazione rimane quindi molto delicata, ma il commissario straordinario della Figc ha insistito comunque stamani affinché la Nazionale venga risparmiata dalle polemiche, permettendole di concentrarsi sugli imminenti Mondiali. "Credo sia possibile conciliare quello che sta avvenendo con l'aspetto sportivo - ha spiegato Rossi - Credo che la Nazionale, anche per i discorsi che ho fatto con Lippi, sia assolutamente astratta da queste questioni. Lavoriamo su due campi diversi".

Il commissario ha invitato quindi la stampa a non insistere con il ct e i giocatori azzurri sul tema degli scandali, raccomandandosi di "non mescolare le due cose", perché loro "sono lì per giocare". Diversa, invece, la questione per quanto riguarda la Lega Calcio, sinora rimasta al riparo della bufera. Il presidente Adriano Galliani è ancora in sella, ma ieri dopo aver parlato a lungo con Rossi ha ventilato per la prima volta la possibilità di dimettersi dal suo incarico.

Juve, tutto in aria. Resta ingarbugliata la situazione anche in casa Juve: in attesa di conoscere l'entità della pena, il futuro è ancora tutto da decifrare. Questa mattina Fabio Capello ha avuto un colloquio di quattro ore con l'amministratore delegato pro tempore Carlo Sant' Albano. Al termine non è trapelata nessuna indiscrezione, ma è evidente che al centro dell'incontro c'è stata il problema della permanenza del tecnico sulla panchina bianconera dopo i ripetuti malintesi dei giorni scorsi.

Non molti giorni fa, i nuovi vertici juventini avevano annunciato la conferma di Capello con l'incarico di allenatore-manager, ruolo che però il diretto interessato ha fatto sapere attraverso i giornali di non voler ricoprire. Successivamente, alle ripetute domande sull'eventuale permanenza a Torino in caso di retrocessione d'ufficio, Capello si è trincerato dietro parole che al momento appaiono poco più che scaramantiche: "Sono convinto che non finiremo in B". Oggi infine sono finite su tutti i giornali le foto pubblicate in esclusiva da "Chi". Immagini di un brindisi con i dirigenti del Real Madrid Calderon e Mijatovic che è difficile non leggere come il sigillo su un accordo per allenare il prossimo anno in Spagna. Di sicuro Capello non resterà in una Juve in serie B.

La Repubblica - repubblica.it 

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