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Preziosi: "Il sistema calcio è marcio" PDF Stampa E-mail
Image"Esiste un sistema logoro, marcio, che ho denunciato quando ero presidente del Como - ha detto Enrico Preziosi - Come si fa a incolpare Moggi di tutto questo? Era come un teatro, c'erano molti protagonisti, Moggi è stato un attore, altri forse hanno più responsabilità". Infine: "Giustizia Sportiva è stata inesistente".

Continuano gli interrogatori sullo scandalo che ha travolto l'Italia calciofila. I pm di Napoli hanno ascoltato in qualità di testimone il presidente del Genoa Enrico Preziosi, che come giova ricordare, era stato coinvolto nell'illecito sportivo che nella passata stagione portò alla retrocessione della formazione rossoblù in serie C. Preziosi non ha disdegnato di rivolgere la parola ai giornalisti al termine della sua audizione ribadendo di essere in presenza di un sistema, quello calcistico italiano, completamente da rifondare: "Esiste un sistema logoro, marcio, che ho denunciato quattro anni fa quando ero presidente del Como - ha detto il numero 1 del Genoa - Ho detto che il Palazzo era marcio, però allora farneticavo perchè rappresentavo il Como".

In seguito lo stesso Preziosi ha in un certo modo preso le difese di Moggi non ritenendolo l'unico colpevole di tutta questa situazione: "E' Moggi il colpevole di questa situazione? Come lo si fa a incolpare di tutto questo sfacelo? Era come un teatro, c'erano molti protagonisti - ha spiegato - Moggi era un attore, altri hanno forse più responsabilità". Inoltre una stoccata il presidente rossoblù l'ha riservata per gli organi di Giustizia sportiva:"La giustizia sportiva ha dimostrato di essere inesistente"

Preziosi ha definito l'inchiesta della procura di Napoli sugli illeciti nel mondo del calcio "un'occasione unica". "Penso - ha aggiunto - che si debba andare fino in fondo". Inoltre ha affermato: "Non credo che si possa ricostruire lasciando dei buchi, si può partire anche con sei mesi di ritardo, non penso che i tifosi, anche quelli penalizzati, se ne dorranno". Il presidente del Genoa ha sottolineato la necessità di nuove regole ed ha spiegato di non poter entrare nel merito delle dichiarazioni fatte oggi ai magistrati. Infine ha concluso con una similitudine tra la situazione del suo Genoa e quella attuale della Juventus limitandosi ad un discorso generico: "In un paese civile dico che chi ha sbagliato deve pagare, ma chi ha sbagliato però non devo dirlo io".

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