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Il nerazzurro: "Se ci sentissimo invincibili ci creeremmo dei casini: contro i giallorossi capiremo se siamo davvero forti. Spalletti mi voleva, il cuore ha scelto l'Inter"
"Domenica sarà una specie di bivio - parole e musica di Marco Materazzi, a due giorni dal big match Inter-Roma, posticipo domenicale - che potrà dirci se siamo davvero forti o se dovremo sudare fino alla fine per vincere lo scudetto, il nostro obiettivo primario. Entrambe le squadre stanno facendo un grandissimo campionato, domenica andremo in campo come abbiamo fatto fin qui: con la voglia, la fame e la determinazione, sapendo di incontrare una formazione forte, con un grande ambiente". Partita probabilmente già decisiva per la Roma (se perde dovrà dire addio allo scudetto), mentre è sempre più difficile trovare definizioni per questa Inter dei record. "Sappiamo di non poter sbagliare e finchè staremo con i piedi per terra possiamo continuare a vincere. Se invece ci sentissimo invincibili ci creeremmo dei casini". Un po' come accadde durante la finale della Supercoppa, quando la Roma li mise sotto e provocò la reazione d'orgoglio dei nerazzurri. "Nel primo tempo - ha ricordato il difensore della Nazionale - avevamo paura di fare una bruttissima figura, come è avvenuto, visto che eravamo favoriti in tutto e per tutto. Poi abbiamo avuto una punta di orgoglio che ci ha permesso di fare un'impresa che per me è stata unica. Lì abbiamo capito che potevamo fare grandi cose". Ma domenica sera, a San Siro, errori del genere non vanno ripetuti, la Roma non è squadra che concede molto agli avversari. "Vero, sono due anni che gioca molto bene e può mettere in difficoltà chiunque, si muovono tutti e non danno punti di riferimento. Hanno perso punti contro squadre a loro inferiori sulla carta, ma la verità è che noi stiamo correndo tanto". Spazio quindi alle riflessioni sul suo carattere, così complesso e capace di reazioni diverse, sempre spinte dal cuore. Come quando, dopo l'infortunio di Totti lo scorso anno, indossò un cappello con la scritta "Auguri Pupone". "Sono cose che vengono da dentro, non le preparo. Avevo visto la faccia di Francesco dopo l'infortunio e mi era dispiaciuto molto". Ma Materazzi è anche il ragazzo che sembra voler fare collezione di... testate: dopo Zidane è stato il turno di Delvecchio. "Non credo di aver sbagliato in quell'occasione: se dovessi fare un fallo su Totti, per esempio, il primo De Rossi che capita sono sicuro mi si avvinghierebbe al collo. Io ho solo difeso un mio compagno, così come farebbe chiunque lotta per una maglia. Ho sbagliato tante volte e anch'io sono stato aggredito da giocatori avversari, ma è normale e lo rifarei". Il vero restroscena è però il suo passaggio alla Roma che poteva concretizzarsi in estate. "C'è stata la possibilità di trasferirmi - ha spiegato Materazzi - io sarei andato a Roma tranquillamente. Ho un ottimo rapporto con Totti, Vito Scala e Bruno Conti ed era un'occasione di lavoro unica. Il cuore però ha preferito l'Inter perché questi tifosi mi hanno fatto sentire il loro affetto nei momenti piu duri della mia carriera". Giovanni Facella |