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Molti calciatori del campionato hanno scelto di vivere in Francia e Germania, vicino alla frontiera belga. I club domiciliando le loro stelle in terra straniera pagano meno tasse. Il Parlamento interviene
I calciatori belgi non saranno nell'elite del calcio mondiale, ma sono abili nello smarcarsi...dal fisco. Secondo un articolo pubblicato dal quotidiano fiammingo De Standard, decine di giocatori hanno scelto di non vivere più in Belgio. Tourcoing, città francese, è la preferita dai giocatori del Mouscron, mentre Aachen (confine tedesco) conta, tra i suoi cittadini, mezza rosa del Racing Genk. La Gantoise, Bruges e Anderlecht non sono da meno e contano anch'essi un buon numero tesserati belgi domiciliati all'estero. La ragione è semplice, oggi, nel paese della birra e delle praline alla cioccolata, le società calcistiche, domiciliando le loro stelle in terra straniera, mettono una toppa alla "bug" sullo statuto fiscale dei non abitanti del Regno, che esercitano un'attività sportiva o culturale in Belgio. L'unico requisito è di vivere in una regione vicina alla frontiera belga. Praticamente per questi giocatori, i club pagano una trattenuta professionistica del 18% al posto del 45% imposto dalla legge! Bel vantaggio economico per le casse delle società e le tasche dei giocatori. Solo tre discipline possono approfittarne: calcio, basket e volley. Adesso c'è chi tenta di convincere quelli che abitano in Belgio a denunciare l'ineguaglianza, perché, bastasse l'emigrazione fiscale, secondo una circolare del 2002, i giocatori stranieri hanno anche il diritto al 18% di trattenuta, purché non abitino in Belgio per più di quattro anni. Di conseguenza il calcio belga trascura sempre di più i suoi giovani talenti, preferendo quelli stranieri meno cari fiscalmente, quando solo pochi portano realmente un valore aggiunto al campionato. La frenesia fiscale produce naturalmente una controindicazione negativa: la Nazionale dei Diavoli Rossi si indebolisce col passare degli anni, perché non esiste il cambio generazionale. Per rimediare ecco una nuova proposta di legge che dovrebbe entrare in vigore nel 2008 ed è stata depositata in Parlamento. Lo scopo è quello di mettere sullo stesso livello calciatori belgi e stranieri. I club potranno così ricevere vantaggi fiscali, solo in caso di investimento nel settore giovanile. Tutti i tesserati dello sport diventerebbero come gli operatori scientifici; la loro imposta sarebbe diminuita del 50% rispetto ad altre professioni, ma solo se le società reinvestissero l'altro 50% nella formazione dei giovani. E Chissà, magari, tra qualche anno, la Nazionale belga tornerà a fare paura. Giovanni Facella |