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C'è l'Ucraina, Lippi prova il tridente PDF Stampa E-mail
ImageContro l'Ucraina Marcello Lippi mischia le carte. Dal 4-3-2-1 anti-Svizzera si passa al più canonico 4-3-3, con Del Piero defilato sulla fascia. Perché, a detta del commissario tecnico, la squadra azzurra può e deve adattarsi all'avversario di turno. «A Losanna partiremo con due attaccanti con determinate caratteristiche - ha detto ieri Lippi in conferenza stampa - E non con un solo punto di riferimento avanzato come è avvenuto contro la Svizzera, anche se in quell'occasione l'unica punta è stata supportata da elementi con spiccate doti offensive. D'altronde, a me piace pensare che questa squadra sia in grado di cambiare atteggiamento e schieramento tattico non solo di partita in partita, ma anche nel corso della stessa gara».

Cambia il modulo, dunque; ma «l'ossatura della squadra resterà più o meno quella vista mercoledì». Il ct torna sul test, a suo dire poco amichevole, di Ginevra. Al fischio finale, aveva parlato di «tre-quattro colpi pesanti», di «gara intensa», di «comportamenti con i quali si rischia di non finire le partite per le troppe espulsioni». Ieri ha ribadito il concetto: «Contro la Svizzera è stata una gara dura, ma in fondo era quello che volevamo, per testare la nostra condizione e riabituarci a un certo clima. Resto comunque dell'idea che se si fosse trattato di un confronto ufficiale probabilmente ci sarebbe stato qualche espulso».


Il primo test ha lasciato in eredità qualche giocatore acciaccato. Ieri Iaquinta è sceso in campo con una vistosa fasciatura al polpaccio sinistro, colpa di due tagli rimediati in uno scontro con il portiere svizzero. E Grosso è reduce da una botta al tallone. Entrambi sono in dubbio per l'amichevole contro l'Ucraina. Ma maggiori indicazioni sul loro recupero arriveranno dalla rifinitura odierna, in programma alle 11 sul campo dello stadio di Losanna. Lippi, comunque, non cambia i suoi piani. «L'obiettivo di queste due amichevoli era quello di permettere a tutti di giocare almeno un tempo e mezzo - spiega - E questo è esattamente ciò che intendo fare. Quindi, l'ossatura della squadra resterà più o meno invariata, ma chi ha giocato tutta la partita contro la Svizzera a Losanna disputerà solo uno spezzone di gara. Tra l'altro, devo anche fare i conti con un paio di elementi acciaccati, come Grosso e Iaquinta». Il ct non vuole parlare delle prestazioni dei singoli, perché all'individualità preferisce il collettivo Qualche parola sul capitano della Roma, Francesco Totti; poi uno sguardo al futuro. A quel 12 giugno apparentemente ancora lontano. Al Ghana dalle mille insidie. Ad Hannover non ci sarà Zambrotta, ma il forfait non preoccupa eccessivamente Lippi. Perché «senza di lui ho provato varie soluzioni». Qualche pensiero in più potrebbe invece arrivare dalla prestazione poco convincente fornita a Ginevra da molti azzurri. Ma, ancora una volta, il ct non si scompone: «Al di là dei singoli e della loro condizione attuale - dice sempre in conferenza stampa - mi preme che i ragazzi siano brillanti al momento giusto, cioè il 12 giugno, il giorno in cui ci sarà l'esordio mondiale contro il Ghana».

Il Romanista

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