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Sacchi: "Squadre di Capello senza poesia ed armonia" PDF Stampa E-mail

"Fabio Capello è un grande allenatore, ma la gente non lo ama perchè al suo calcio manca poesia ed armonia". Così Arrigo Sacchi, intervistato da As, definisce il suo collega ed attuale tecnico del Real Madrid. L'ex allenatore del Milan pensa che le merengues abbiano ottime chance di vincere la Liga: "Si sta rivelando un torneo mediocre - ammette - sono a cinque punti dalla capolista nonostante sette sconfitte".

 

 

 

"Fabio Capello è un grande allenatore, ma la gente non lo ama perchè al suo calcio manca poesia ed armonia". Così Arrigo Sacchi, intervistato da As, definisce il suo collega ed attuale tecnico del Real Madrid. L'ex allenatore del Milan pensa che le merengues abbiano ottime chance di vincere la Liga: "Si sta rivelando un torneo mediocre - ammette - sono a cinque punti dalla capolista nonostante sette sconfitte".

 

 

Le considerazioni sull'attuale tecnico del Real (definito comunque "un grande perchè ha spesso zittito tutti vincendo titoli") sono del suo rivale di sempre, quell'Arrigo Sacchi che ha una concezione tattica diversa da quella di Don Fabio. Uno ama il calcio d'attacco, l'altro sembra preferire quello di attesa e per questo non si è fatto amare dal pubblico dello stadio Bernabeu. Secondo l'ex dg delle merengues, il gioco di Capello, suo successore al Milan negli anni '90, "si basa principalmente sullo sfruttamento degli errori dell'avversario, e i contrattacchi. Di conseguenza, non credo proprio che lui sia il tecnico ideale per il Real Madrid". Anche se lui, nei giorni scorsi, aveva dichiarato di aver sempre rifiutato di allenare il Real, ritenendola una 'Mission Impossible'. Secondo Sacchi, Capello ha poche possibilità di essere ancora l'allenatore del Real nella prossima stagione: "Sarà difficile che Capello continui qui - spiega - però se alla fine vince la Liga sarà più facile cambiare idea. Un allenatore può lavorare bene quando l'ambiente che lo circonda è quello giusto".
  
Sacchi non nasconde poi "di avere il cuore madridista", ma ammette che anche Barcellona non gli dispiace, perchè lì c'è un suo grande amico, Frank Rijkaard, tecnico dei blaugrana: "E' stato un grande calciatore e, soprattutto, mi ha dimostrato di essere una grande persona. Era intelligente già da giocatore, ed era prevedibile che avrebbe avuto successo anche come allenatore".

tgcom

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