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Inter, nervi tesi anche per Mancini PDF Stampa E-mail

Per l'ennesima volta quest'anno, nonostante la vittoria dello scudetto, l'Inter mostra un certo nervosismo in campo. Come non ricordare la rissa di Valencia dopo l'eliminazione dalla Champions, seguita solo domenica scorsa dall'urlo di Materazzi dopo il gol alla Lazio e il fallaccio di Burdisso, fino alle critiche di Mancini all'arbitro Morganti, che gli sono valse l'espulsione, nella finale di ritorno di coppa Italia.

Per l'ennesima volta quest'anno, nonostante la vittoria dello scudetto, l'Inter mostra un certo nervosismo in campo. Come non ricordare la rissa di Valencia dopo l'eliminazione dalla Champions, seguita solo domenica scorsa dall'urlo di Materazzi dopo il gol alla Lazio e il fallaccio di Burdisso, fino alle critiche di Mancini all'arbitro Morganti, che gli sono valse l'espulsione, nella finale di ritorno di coppa Italia.

 

Nonostante il Tricolore i nervi in casa nerazzurra, sarà l'abitudine degli anni passati, restano tesi. Lo dimostra l'espulsione di Roberto Mancini nel corso della finale di ritorno di coppa Italia con la Roma, per proteste nei confronti dell'arbitro Morganti. "Diciamo che il 23esimo protagonista in campo (riferendosi a Morganti, ndr) non era in grande giornata - ha affermato l'allenatore dell'Inter al termine della gara.- C'erano due calci di rigore a nostro favore, uno nettissimo: quello su Stankovic. Il mio cartellino rosso? Tutto nasce da un fallo non visto a metà campo, era solo la seconda volta che protestavo e per la seconda volta nella sua carriera mi ha espulso: potrà raccontarlo ai nipotini...". E la prima volta non risale a molto tempo fa: si tratta della gara di ritorno col Livorno del 3 marzo scorso quando finì anzitempo negli spogliatoi sempre per proteste.

Ma quello di Mancini è solo l'ultimo episodio del nervosismo in casa Inter. Basta tornare indietro di una manciata di giorni, al match con la Lazio, per vedere come ha reagito Materazzi alla rete: urlando "5 maggio, 5 maggio", in memoria dello scudetto perso nel 2002 all'Olimpico, seguito dal fallo inopportuno di Burdisso, quest'ultimo protagonista (insieme a Cruz, Cordoba e Maicon) della rissa di Valencia in seguito all'eliminazione dalla Champions. Tutti segnali che dimostrano come l'Inter debba ancora abituarsi a gestire lo stress delle partite più importanti, che neppure la conquista dello scudetto è riuscita a placare.

tgcom

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