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La Serie C insorge contro gli arbitri PDF Stampa E-mail
ImageLa Toscana al centro del mondo ma anche al centro delle polemiche. Nei play-off, Grosseto e Sansovino hanno pareggiato in casa le finali di andata, ma alla fine a tenere banco sono state le polemiche contro le direzioni arbitrali. Antonio Damato e Denis Salati gli arbitri sul banco degli imputati.
Al primo, il Grosseto rimprovera la mancata concessione di un calcio di rigore. Le immagini provano che il penalty poteva essere fischiato: l'attaccante dei padroni di casa viene evidentemente trattenuto per la maglia da un difensore avversario. E' questo l'unico episodio contestato nell'economia di una gara che non ha visto altri momenti concitati, se non qualche eccesso di agonismo che lo stesso Damato, a tratti, ha faticato a tenere sotto controllo. Da qui a pensare male, tuttavia, ci sembra esagerato. Il Frosinone, come il Grosseto, è una società che più di una volta si è lamentata per arbitraggi sfortunati. Toscana terra di polemiche anche nel caso della Sansovino. Se a Grosseto la gara è terminata 0-0, sull'altro campo toscano i tifosi hanno potuto assistere ad un pirotecnico 2-2. La Sansovino è andata sotto, ha rimontato e si è fatta raggiungere nel secondo tempo da un gol contestato. In più, i padroni di casa lamentano la mancata concessione di un rigore apparso netto e la mancata espulsione di un calciatore avversario.
 
Prima delle finali, avevamo sottolineato che l'importanza delle gare in programma domenica scorsa era notevole anche per gli stessi direttori di gara, che si sarebbero potuti giocare il passaggio alla Can A-B. Lo stesso Damato era stato contestato dalla Massese per l'arbitraggio di Pisa, quando nei minuti finali il campo dell'Arena Garibaldi era simile ad una bolgia infernale. Un arbitro che commette errori nelle finali, in un momento così delicato per il calcio italiano, difficilmente può pensare di fare carriera. La serie C non ha perdonato la promozione dell'arbitro Pantana, che in un Crotone-Benevento di qualche anno fa fece di tutto e di più agevolando platealmente la squadra calabrese ai danni di quella campana. Non siamo in grado di giudicare la preparazione di tutti gli arbitri, ma l'impressione è che il livello sia davvero ai minimi termini. Qualche fischietto in gamba c'è anche in queste categorie, ed è giusto che vada ad arbitrare in serie A. Gli altri è bene che vadano a casa, ma soprattutto è bene che dalla terza categoria vengano promossi soltanto i più bravi a fare il loro mestiere (di arbitro). Nessuno parla di malafede: è soltanto in discussione la reale preparazione di tanti direttori di gara. E alcuni giudizi, caro signor Pieri, andrebbero rivisti.
 
Gianni Zaccaria - Direttore Tutta la C 
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