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Rebus Mondiale: Totti sì, Totti no PDF Stampa E-mail
ImageTotti si o Totti no. E' questo il tormentone in chiave azzurra del Mondiale che sta per cominciare. L'Italia, d'altronde, in tutti gli sport è paese di antagonismi (Coppi-Bartali) e di staffette (Mazzola-Rivera) storiche, oltre che una popolazione di commissari tecnici.

Questa volta il dubbio ci riguarda più da vicino, perché tocca il Capitano (quello con la C maiuscola, l'unico che riconosciamo in una Nazionale che così poco ci rappresenta): è un dubbio non tecnico, perché Francesco al top della forma non può essere messo in discussione da nessuno, ma sulle condizioni fisiche di Totti, che un primo miracolo lo ha già compiuto riuscendo a recuperare in tempo per partecipare al Mondiale. Le ultime due amichevoli degli azzurri ci hanno consegnato una nazionale in ritardo dal punto di vista della preparazione ed un Totti che pian piano sta riprendendo la forma, pur essendo ancora indietro (neanche troppo) rispetto ai compagni. La palla è nelle mani di Lippi, sarà lui a decidere come utilizzare Totti, ma il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori è aperto.
«Francesco sa quello che vuole - le parole di Antonello Venditti - e può permettersi di dire a Lippi quando e come vuole giocare. L'importante è non rischiare di farsi male perché a noi interessa che sia pronto per settembre. I calci presi contro l'Ucraina sono solo un assaggio del trattamento che riceverà al Mondiale». Lando Fiorini non la pensa allo stesso modo. «Francesco doveva partecipare a questi mondiali, ma da romanista sono arrabbiato. Questa non è la Nazionale di Totti, ma è la nazionale di tutti. Non bisogna caricarlo di troppe responsabilità. Francesco anche al sessanta per cento vale di più degli altri. Ha lavorato tanto, è giusto che ci sia. Poi sarà Lippi a decidere come utilizzarlo, acnhe part-time potrà dare il suo contributo».
«Portare Totti al Mondiale - le parole di Mauro Sandreani - per questa nazionale è una necessità. Bisogna recuperare Francesco, e lo si può fare solo facendolo giocare. La decisione spetta a Lippi ed al suo staff, che ha la possibilità di vederlo tutti i giorni in allenamento. Secondo me Totti deve stare dentro il campo, fare contrasti, lottare, sentirsi il leader che è. Non si può aspettare la seconda o la terza partita perché potrebbe essere troppo tardi. Ci sono giocatori che al cento per cento non valgono Totti al settanta. Se lui dice che ha bisogno di stare in campo, ha ragione perché gli manca il clima agonistico. Non tutti i giocatori sono uguali e Francesco non è uno qualsiasi: Lippi gli deve creare una corsia preferenziale. Ha fatto tanto per essere al Mondiale, non può fermarsi adesso. Secondo me deve partire titolare». La pensa più o meno allo stasso modo Aldo Maldera. «So che non è una scelta semplice farlo partire subito titolare. Io con il Ghana lo farei giocare perché la prima partita del mondiale può essere fondamentale: se farà bene la prima, farà benissimo nelle altre gare. Se gioca poco rischia di non riuscire ad esprimersi ai suoi livelli. Totti si deve solo sbloccare psicologicamente perché clinicamente è guarito. Fisicamente non sta male, nelle ultime due amichevoli ha fatto registrare dei passi in avanti. E' giusto secondo me utilizzarlo dall'inizio: si può fare un paragone con Paolo Rossi nell'82, crescerà di partita in partita».
Di parere contrario Maurizio Iorio, che non ritiene ancora pronto Francesco. «Non credo sia pronto. Il suo non è un problema fisico, ma psicologico. Ha bisogno di prendere un po' di botte per superare la paura dell'infortunio perché una cosa è l'allenamento e una la partita. Sarebbe meglio per lui rientrare pian piano, tutti hanno bisogno di tempo dopo un infortunio così grave. A Francesco potrebbe bastare una giocata, un gol per tornare il Totti che conosciamo». «Fargli giocare la prima - le parole di Ezio Sella - o la seconda gara non cambia nulla. Lui ha bisogno di giocare per riprendere il ritmo e per fare "gamba". Non credo che Lippi, che lo vede tutti i giorni e che è il solo che può fare questa valutazione, lo abbia portato in vacanza». Il giudizio più netto sull'utilizzo di Totti è quello di Fabrizio Grassetti, presidente dell'U.T.R.«Per il bene che gli vogliamo noi ti tifosi della Roma gli auguriamo di giocare tutti i minuti del mondiale. Egoisticamente avremmo preferito che non si fosse sacrificato e avesse pensato solo a se stesso, in questo modo lo avremmo avuto in forma per l'inizio della prossima stagione. Credo che inizialmente starà in panchina, poi dalla seconda partita sarà titolare fino alla fine del Mondiale». «E' importante che Francesco stia ai Mondiali - le parole di Arduino Ciaralli presidente dell'Az Roma Club - peccato solo che ci arrivi dopo una lunga convalescenza. Secondo me deve stare in campo dal principio, anche se non è il Totti che abbiamo lasciato con la maglia della Roma: è come se avesse ricominciato da capo la preparazione. Lui deve giocare dall'inizio e tutta la nazionale non deve essere subito al top, ma la forma migliore deve arrivare partita dopo partita». «Totti ha bisogno di giocare - le parole di Francesco Lotito, presidente dell'A.I.R.C. - ha bisogno di rodaggio, poi deciderà Lippi. Il giocatore si è impegnato, ed anche se non è in forma gli altri non stanno meglio di lui. Forse a Lippi converrebbe insistere sul suo recupero piuttosto che puntare su altri che non stanno meglio».

Il Romanista 

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