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Borrelli: «Rispetteremo i tempi» PDF Stampa E-mail
Image«Rispetteremo i tempi». E' Francesco Saverio Borrelli ad assicurare al mondo del calcio che entro il 20 giugno l'Ufficio Indagini avrà concluso il suo lavoro. Termina così la seconda giornata di interrogatori con una riunione "organizzativa" del pool di Borrelli.
Ieri mattina è iniziato il secondo round di Indagini. Giornata dedicata agli arbitri e ai guardalinee. Questa volta a fischiare è stato Francesco Saverio Borrelli. Alle 9 in punto tutti dentro la Figc per dare il via agli interrogatori. Varcando la porta della Figc il capo dell'Ufficio Indagini è soddisfatto: «Sono un "poliziotto" che deve raccogliere fonti di prova». Inizia Paolo Dondarini che entra in Federazione accompagnato da due avvocati. Due ore di interrogatorio, all'uscita Dondarini è visibilmente provato, volto scuro, occhi bassi, per evitare giornalisti e fotografi, corre verso il taxi dando segni di nervosismo, si chiude dentro e va via. Nemmeno i due legali vogliono rilasciare dichiarazioni, lo farà solo più tardi l'avvocato Carlo Ugolini: «E' stato un esame molto tranquillo, sereno e anche serrato. Dondarini ha rivendicato con forza la perfetta legittimità di ogni suo atto». Dondarini è l'arbitro che, tra tutti quelli della giornata, rischia di più. La partita sotto inchiesta è Chievo-Fiorentina (8 maggio 2005). I viola vanno al Bentegodi penultimi in classifica, incapaci di vincere in trasferta dal 27 ottobre 2004 (contro la Reggina). La Fiorentina, però, qui batte 2-1 il Chievo e si prende 3 punti enormi per la sua rincorsa alla salvezza. Vittoria meritata dei toscani per almeno 85' di gara grazie al gol di Miccoli (43' pt) e al raddoppio di Bojinov (34' st). La partita cambia. Il Chievo si getta in avanti, riesce ad accorciare a 4' dalla fine con Mandelli e all'ultimo potrebbe pareggiare con Cossato solo davanti a Lupatelli. L'attaccante viene atterrato platealmente da Ujfalusi, per tutti è rigore tranne che per Dondarini. Solo grazie all'informativa dei Carabinieri si capisce il perché. Le intercettazioni dimostrano chiaramente che la vittoria dei viola è stata «programmata» a tavolino. Così si dicono in una telefonata un giornalista e il presidente dell'Aia: «Il killer, a Verona, ha colpito ancora» dice il giornalista e Lanese risponde: «Sì, ma io te lo avevo detto».
Non fa in tempo ad andare via Dondarini che entra Messina accompagnato dall'avvocato Antonio Cirillo.L'arbitro appare sereno e con il gessato blu sale al quarto piano. Un'ora e venti di colloquio, all'uscita il legale dichiara: «Abbiamo dimostrato che siamo estranei da questa situazione sia in sede penale che sportiva. Coinvolti nel sistema Moggi? Messina sono 5 anni che non arbitra la Juve e 2 che non fa una partita importante. Questo dimostra che non facciamo parte di nessun sistema Moggi, ammesso che esista». Nell'agenda di Borrelli c'è anche l'arbitro Rodomonti che però, dopo l'interrogatorio con il capo Ufficio Indagini, lascia la sede della Figc da un'uscita secondaria. Si conclude così la mattinata di interrogatori a Via Allegri, Borrelli si prende una pausa, ma a pochi passi a Via Po continuano gli interrogatori di Federico D'Andrea e Marco Squicquero. Dentro l'arbitro Tagliavento accompagnato dall'avvocato Morcella: «Abbiamo dimostrato fino in fondo la mancanza della benché minima ombra sull'operato dell'arbitro». Tagliavento ha ricevuto un'informazione di garanzia per la partita Bologna-Lazio del 17 aprile del 2005. C'è infatti una intercettazione che non coinvolge l'arbitro ma è sotto lente di ingrandimento la gara diretta dal fischietto di Terni: «Rispettiamo l'attività dell'autorità giudiziaria - ha detto l'avvocato Morcella - ma abbiamo subito l'informazione di garanzia in maniera che possiamo definire singolare. Situazione che diventa ancora più singolare perché da questa, è derivata la sospensione temporanea dall'attività decisa dalla giustizia sportiva».Borrelli è ancora fuori sede, ma i suoi vice, continuano ad interrogare. E' la volta dell'assistente Marco Ivaldi. Al termine dell'interrogatorio parla il suo legale: «Ivaldi è un galantuomo che ha lavorato con serenità e lealtà. Lui non è compromesso». Nel pomeriggio alle 17.10 ricominciano gli interrogatori in Via Allegri con l'arrivo, un po' a sorpresa di Gianluca Rocchi. Più di un'ora di interrogatorio e al termine l'avvocato dichiara: «Abbiamo chiarito ogni cosa. Se ci richiameranno? Penso proprio di no».

Il Romanista
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