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Bertotto: «Certi errori non erano giustificati» |
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Allenatori, capitani, team manager e accompagnatori arbitrali: tutti di fronte ai Carabinieri del Nucleo Operativo di Roma, in ossequio all'inchiesta della procura di Napoli che da ieri ha delegato i suoi interrogatori agli ufficiali dell'Arma della Caserma di Via In Selci. Una sfilata di testimoni, dodici per l'esattezza, che hanno dato una sorta di accelerata alla ricostruzione del puzzle.
La lunga giornata di interrogatori di persone informate dei fatti, che i pm Beatrice e Narducci hanno delegato ai carabinieri della capitale, comincia con l'audizione dell'allenatore della Roma, Luciano Spalletti, ascoltato su fatti che risalgono al vecchio incarico di tecnico dell'Udinese. Nel mirino degli inquirenti è poi finita l'ultima giornata di quella stagione, quando Udinese e Milan si sfidarono con un risultato finale di 1-1. Dalle intercettazioni telefoniche tra l'addetto agli arbitri del Milan Meani e il team manager dei bianconeri Toffolini sembrerebbe, infatti, emergere il sospetto di «una combine per favorire i friulani» a caccia di punti. In mattinata anche il capitano dell'Udinese, Valerio Bertotto, e il team manager della stessa squadra, Lorenzo Toffolini, sono stati ascoltati dagli investigatori dell'Arma. Alla fine Bertotto dirà: «Riguardo la partita, uno che capisce di calcio e forse anche non, si rende conto degli errori che sono stati fatti». Poi è stato il turno di Vittorio Benedetti, addetto agli arbitri della Roma: a lui sarebbero state fatte domande su una partita che fece scalpore, quella di Roma-Juventus del 2004-2005, al termine della quale Francesco Totti disse «abbiamo giocato undici contro quattordici». E per completare il quadro dei riscontri, che si aggiungerà al lavoro fatto dai carabinieri in circa un anno e mezzo di indagini, anche ieri pomeriggio sono stati ascoltati dirigenti, allenatori e calciatori del Chievo e del Parma. A concludere la prima giornata di interrogatori sono stati chiamati infatti Di Taranto, Beretta, Moro e D'Anna (Chievo) e Minotti, Cardone, Baraldi e Vignaroli (Parma). Oggi ancora testimoni, per chiudere il cerchio e cercare di tirare le somme nell'inchiesta che ha stravolto il mondo del calcio italiano.
Il Romanista |