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Fermana: ancora niente sul fronte societario PDF Stampa E-mail

Le trattative finalizzate alla cessione della Fermana Calcio, avviate già da un mese, e che fino a pochi giorni fa sembravano
essere arrivate ad una stretta finale, segnano il passo in modo preoccupante.

«Ho incontrato gli imprenditori e l'avvocato Acronzio che li rappresenta - ha dichiarato ieri sera il presidente della Fermana, Battaglioni - una sola volta quando circa due settimane fa sono venuti a Roma accompagnati dal sindaco Di Ruscio. Dopo di che non ho più incontrato nessuno di persona, solo abboccamenti telefonici, di cui l'ultimo ieri, lunedì, nel corso del
quale hanno preso altri giorni, dicendomi che dovremo risentirci entro fine settimana. Mi hanno fatto capire che devono decidere, non ci sono mai stati problemi con me, ora però la palla ce l'hanno solo loro e debbono pensare se
fare o meno il passo decisivo: chi vuole fare calcio deve investire, ma non so se questi sono davvero interessati al calcio».
Il presidente è tornato scettico, e anche un po'  critico, come quando tre settimane fa, prima di incontrare il sindaco di Fermo e l'imprenditore, dichiarava ad alta voce attraverso i giornali che si trattava solo di una manovra elettorale a favore del candidato sindaco (poi riconfermato). Quindi dopo l'incontro Battaglioni era apparso ottimista; ora è tornato pessimista.

Ancora non si conosce l'identità degli imprenditori, solo il fatto che lavorerebbero nel settore edile e che il loro portavoce è l'avvocato Fabrizio Acronzio, 44 anni, teramano (ex arbitro di serie C e poi manager sportivo con vari incarichi tra cui quello di a.d. dell'Ancona Calcio ai tempi della famiglia Gaucci). «Non posso rivelare il nome degli imprenditori - prosegue il presidente della Fermana - ma sulla loro serietà non ho dubbi. Abbiamo parlato a 360 gradi, mi sono state chieste molte cose, ho illustrato quali sono le attuali risorse della Fermana attenendomi ai dati. Costi, budget, gestione...tutto.
La situazione della Fermana è stata chiarita totalmente, se ancora non si decidono ad andare davanti al notaio i motivi sono altri e non posso dirveli certo io».


In sostanza la situazione della Fermana, il suo valore e il suo costo (nonché i piccoli ma numerosi contenziosi che ha in piedi), a questo punto probabilmente sono stati valutati a fondo. Questi imprenditori adesso devono calcolare il costo dell'investimento, le spese correnti e soprattutto la convenienza. Nessuno in città si illude che vengano a Fermo solo per pura passione di calcio: è naturale che molto è legato dalla "risposta" (in termini economici) che il territorio gli potrà dare, e non ci si riferisce di certo all'incasso del botteghino o alla pubblicità allo stadio, ma al fatto che per l'attuazione della nuova provincia di Fermo sia ormai imminente l'apertura di tantissimi cantieri per lavori, non solo pubblici già finanziati (casello autostradale a nord, superstrada mare-monti, altra  viabilità ecc..) ma anche privati. Ci sarà un certo sviluppo che potrà
rappresentare una buona occasione di investimento (forse anche in relazione a nuovi impianti sportivi che il Comune intende realizzare da anni e che ha sempre rinviato).

Forse questi imprenditori aspettano di avere garanzie dal riconfermato sindaco Di Ruscio prima di decidere di spendere un milione di euro all'anno (costo minimo per la gestione di una piccola società di C2 come la Fermana)?

Se tutto dipende da questo, allora c'è il rischio di dover attendere ancora, perché i tempi della politica sono più lunghi di quelli dello sport, dove le scadenze incombono: tra un mese qualcuno dovrà aver iscritto la Fermana in C2 e sottoscritto la fideiussione, altrimenti i gialloblù giocheranno la prossima stagione nel campionato di Eccellenza.


«Una cosa è certa, quest'anno non farò l'errore di un anno fa - conferma infatti Battaglioni - non sarò io ad iscrivere la Fermana. Per venderla questa volta non mi faccio nemmeno tanti problemi morali, come invece me li avrei posti fino ad un anno fa, ecco perché non ho fatto nemmeno verifiche per conoscere l'attendibilità degli imprenditori che mi sono stati
presentati due settimane fa. Conoscevo bene solo l'avvocato Acronzio e mi è bastato. A questo punto nulla però dipende più da me, se vogliono comprare devono chiamarmi e andare da un notaio».

Secondo qualcuno non è escluso che il misterioso imprenditore edile abruzzese attenda il secondo ribasso dell'asta fallimentare per la vendita della Sambenedettese (tra due settimane il club rossoblù costerà circa 400.000 euro, una cifra appetibile se non fosse per la notevole esposizione debitoria).


In ogni caso (attesa della Samb o delle garanzie di Di Ruscio) c'è il rischio che gli sportivi fermani debbano restare col fiato sospeso forse fino al giorno di scadenza per l'iscrizione in serie C2.

«Dopo l'imprenditore rappresentato dall'avvocato Mancini nello scorso mese di settembre, questa è la prima volta che un imprenditore ci mette la faccia in prima persona e che fa discorsi concreti - aveva dichiarato alcuni giorni fa il patron gialloblù, forse colto da eccessivo ottimismo - per la prima volta dopo quattro anni mi sono state presentate persone serie. Gli incontri finora tenuti si possono definire produttivi». Ieri, invece, come detto Battaglioni è parso molto più scettico.
Quest'ultima trattativa è partita grazie anche all'intermediazione del sindaco di Fermo, Di Ruscio, che un mese fa circa era stato contatto dall'avvocato Acronzio per conto di un imprenditore abruzzese che poi aveva avanzato una proposta formale. Un mese fa, però, si erano detti interessati anche altri imprenditori, di cui uno di Roma, poi non se ne è saputo più
nulla.

tuttalac.it

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