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Calcio, Csm indaga su presidente Caf: Mentre Saverio Borrelli esclude che ci saranno nuove audizioni, Napoli vicina alla chiusura dell'inchiesta: "E' associazione a delinquere".
ROMA - Borrelli esclude nuove audizioni, ma nei prossimi giorni gli sviluppi dello scandalo calcio entreranno nel vivo. Oggi infatti è stato confermato che Cesare Martellino, presidente della Caf e rappresentante italiano a Eurojust, è coinvolto nell'inchiesta di Napoli come indagato per abuso d'ufficio. Il magistrato respinge ogni accusa, ma è una bella grana, visto che, chiuse le audizioni, proprio Martellino, che presiede la Caf, dovrebbe giudicare almeno in primo grado tutti gli imputati dello scandalo.
Le accuse a Martellino. Nel fascicolo, che per ora riguardava il giudice di Massa Carrara e componente della Commissione Vertenze economiche della Figc Cosimo Ferri, il procuratore aggiunto a Torino e giudice sportivo alla Figc Maurizio Laudi e il sostituto procuratore del capoluogo piemontese Antonio Rinaudo, Cesare Martellino è finito per due tesseramenti della Juve. Il procuratore aggiunto di Napoli Franco Roberti, che ha fornito chiarimenti anche sugli altri magistrati interessati dalle intercettazioni ma che non sono indagati ha indicato che l'accusa di abuso d'ufficio per Martellino, che è tutt'ora sotto indagine, è legata alla sentenza con cui la Caf su ricorso della Juventus il 13 dicembre del 2004 annullò la decisione con la quale la Commissione tesseramenti aveva dichiarato valido il tesseramento del calciatore russo Ilias Zeytulaev con la squadra bianconera solo per un triennio e non per un quinquennio, come invece sosteneva la Juve
La sentenza, sottolineano i magistrati napoletani nell'atto di conclusione delle indagini, è "intervenuta all'esito di un'attività da Luciano Moggi e anche da Giraudo, che chiedevano pesantemente a Ghirelli, (definito come persona 'totalmente in mano nostra') di intervenire sul presidente Martellino per condizionare la decisione della Caf in senso favorevole alla società juventina".
Borrelli esclude nuove audizioni. Ieri intanto si si sono conclusi gli interrogatori dell'ufficio indagini della Figc e Francesco Saverio Borrelli si è messo al lavoro sulla relazione che dovrà consegnare, presumibilmente entro questa settimana, al procuratore federale. L'ex procuratore generale di Milano esclude, almeno per il momento, nuove audizioni e questo nonostante le ultime novità emerse ieri, prima fra tutte l'iscrizione nel registro degli indagati della procura di Napoli del presidente della Sampdoria Riccardo Garrone.
Il numero uno blucerchiato non ha ancora detto la sua su questa notizia, ma per lui ha parlato il legale Andrea Campanile. "Aspettiamo di vedere le carte, quello che sappiamo lo abbiamo appreso dai giornali", sono state le sue parole. Nel mirino dei pm Beatrice e Narducci ci sarebbe un Sampdoria-Fiorentina del febbraio 2005, dove Dondarini avrebbe dato una mano ai padroni di casa per "fare contenti" Garrone e Pairetto.
Napoli vicina alla chiusura dell'inchiesta. E mentre Diego Della Valle continua ad ostentare tranquillità, la procura di Napoli è sempre più vicina alla chiusura dell'inchiesta. La tesi dei pm partenopei è quella di un'associazione a delinquere che, capeggiata dalla famosa "cupola" costituita da Moggi e soci, avrebbe coinvolto diverse società a tutti i livelli, dalla A alla C. E a conferma di questo ci sarebbero alcune deposizioni, i cui contenuti iniziano a uscire fuori.
Le reazioni in Germania. Gli scandali sportivi tengono banco anche in Germania, nel ritiro della Nazionale. Nonostante la vittoria di ieri contro il Ghana, è impossibile non parlare di quello che sta succedendo nel nostro paese. Ma se Buffon assume una posizione soft ("questo è un momento buono, i 21 milioni di telespettatori indicano che siamo una nazione unita, la gente ha voglia di dimenticare dopo il marcio"), Daniele De Rossi è piuttosto duro contro la proposta di un deputato di Forza Italia di concedere un'amnistia in caso di vittoria degli azzurri ai Mondiali.
"Se vinciamo la Coppa è un bene per tutto il Paese - ha dichiarato il centrocampista della Roma - Non credo, però, che sarebbe giusto lasciare impunito chi ha sbagliato, non voglio fare l'inquisitore, anche perché ci sono giudici e magistrati che stanno lavorando e che decideranno cosa fare. Non punire chi ha sbagliato, secondo me, sarebbe un doppio errore, ma non vorrei che qualcuno pensasse che dico queste cose perché spero che la Roma venga 'ripescatà in Champions League. Lo dico per l'immagine del nostro calcio".
La Repubblica |