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Il Milan che piace comunque PDF Stampa E-mail
Image Adesso faranno a gara le parole, voleranno i se, i ma, i però. Trionferanno festanti gli "amanti delle sconfitte altrui", si scateneranno i proverbiali commenti anti-Milan. Non si parlerà d'altro. Non si parlerà di Barcellona-Milan, di due squadre che allo stesso modo, con lo stesso stile, hanno regalato emozioni nei cuori degl'uni e degl'altri tifosi. Le coreografie sugli spalti e quelle inventate in campo dai piedi dei fuoriclasse, da Ronaldinho a Kakà, tanto per dire. Non si parlerà di un Milan guerriero, pronto a fare l'impresa, che entra ed esce dal Camp Nou con la testa alta, quello che soffre la qualità dei giocatori del Barça ma non perde le voglia di attaccate, di mordere, di combattere con il proprio carattere e le proprie capacità che in alcune situazioni si dimostrano superiori a quelle catalane. Non si parlerà dei tifosi rossoneri, quelli di San Siro, della Malpensa e del Camp Nou, sempre vicini alla squadra, felici e orgogliosi di appartenere a questi colori che amano, che amiamo sopratutto in questi momenti di difficoltà.

Non si parlerà del Barcellona, di questa straordinaria squadra la quale meriterebbe aggettivi non suoi o perlomeno non ancora, come "galacticos" o "meravigliosi". Non si parlerà del duello Ronaldinho-Gattuso, dualismo che non sta in piedi per ovvie ragioni, ma che Ringhio cerca di sostenere sempre, ogni minuto, con la sua solita "grinta e cuore". E ancora non si parlerà di Barcellona-Milan come la regina delle partite di calcio, la "finale anticipata" dove inevitabilmente una squadra doveva comunque uscire sconfitta, con la coscienza però che (per chiunque delle due) che non sarebbe stato un fallimento. Dopotutto il calcio è una gara "a piramide", vince sempre e solo una squadra. Non si parlerà di Carlo Ancelotti, uomo e allenatore davvero unico, che della tranquillità ne fa la sua arma di forza, e lo si nota in tutti i centottanta minuti delle due sfide, e poi ancora al termine di questi, quando delusione e rabbia porterebbero piuttosto a dire cose che forse in realtà non si pensano, invece lui, Carletto, lui lo dice con tanto orgoglio e serenità: "...abbiamo dato il massino, abbiamo giocato un'ottima partita contro una squadra fortissima".

Per queste parole, per l'atteggiamento del nostro Milan quest'anno come in molte altre occasioni passate, per le emozioni che tutta la squadra ci ha regalato anche in questa stagione, è (sarebbe) corretto dire, scrivere, leggere un enorme "GRAZIE RAGAZZI!!!", perchè è un onore e un orgoglio vedere, specialmente in questi momenti, la grandezza e lo stile del Milan di cui siamo innamorati.
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