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Italia: le pagelle dei campioni del mondo PDF Stampa E-mail
Le pagelle dell`Italia campione del Mondo dopo il successo ai rigori nella finale contro la Francia.

PORTIERI
Gianluigi Buffon – 9,5

Insuperabile. Arriva in Germania al termine della stagione piu` buia della sua splendida carriera: prima il brutto infortunio alla spalla, poi alcune incertezze che sembrano minarne la sicurezza, infine la vicenda scommesse. Ai Mondiali riconquista a pieno diritto lo scettro di miglior portiere del globo: nessuna sbavatura, nessuna incertezza, e` sempre presente su ogni pallone, anche a costo di sbattere la testa contro il palo.

Angelo Peruzzi – 6
Non ha mai giocato, il suo rendimento non e` giudicabile. Ma fa parte del gruppo.

Marco Amelia – 6
Non ha mai giocato, il suo rendimento non e` giudicabile. Ma fa parte del gruppo.


DIFENSORI
Cristian Zaccardo – 6
Parte titolare nelle prime due partite: contro il Ghana disputa una prova sufficiente, contro gli Stati Uniti va in difficolta` (come tutta la squadra), difficolta` che si traduce nel goffo intervento con il quale procura l’autorete del pareggio statunitense. Lippi lo riabilita nell’ultimo quarto d’ora con l’Ucraina, dove si fa onore difendendo il vantaggio azzurro.

Fabio Grosso – 9.5
L’uomo del destino. Sulla fascia sinistra offre un rendimento costante, su alti livelli, per tutta la rassegna, sia nella fase difensiva che in quella offensiva. Il suo Mondiale e` indissolubilmente legato a due momenti chiave: il rigore che si procura al 93’ contro l’Australia, quando gia` gli azzurri si apprestavano ad affrontare i supplementari in dieci contro undici, e lo storico gol contro la Germania, che sblocca il risultato a un minuto dai calci di rigore. Per chiudere con il rigore decisivo nella finale contro la Francia.

Fabio Cannavaro – 10
Monumentale. Nella finale di Berlino il capitano raggiunge le cento presenze in Nazionale, a coronamento di un Mondiale strepitoso. In una forma fisica smagliante, non sbaglia un intervento ed e` sempre in anticipo sugli avversari, fattore che gli consente di limitare allo stretto necessario il numero dei falli commessi. L’infortunio di Nesta lo responsabilizza ulteriormente e, da mastino implacabile quale e` sempre stato, si trasforma anche in leader. A nostro avviso, il miglior giocatore di Germania 2006.

Andrea Barzagli – 6,5
Il suo Mondiale inizia, a freddo, contro l’Australia, quando, in seguito all’espulsione di Materazzi, subentra a Toni per ripristinare la difesa a quattro: non si scompone e recita la sua parte a dovere. Si ripete, da titolare (Nesta e` infortunato, Materazzi squalificato), contro l’Ucraina, quando disputa una partita piu` che sufficiente.

Alessandro Nesta – 7
Terzo Mondiale e terzo infortunio per il centrale della squadra di Lippi, che prosegue nel suo sfortunato rapporto con la fase finale della rassegna iridata. Nesta parte bene e offre un’ottima prova contro il Ghana, mentre contro gli Stati Uniti mantiene la calma e si dimostra il piu` lucido fra gli azzurri. Nella terza gara, con la Repubblica Ceca, il guaio fisico che lo taglia fuori.

Gianluca Zambrotta – 9
Reduce da un infortunio, salta la gara d’esordio con il Ghana. Dal match con gli Stati Uniti in poi ci fa assistere a una serie infinita di sgroppate sulla fascia (sinistra contro gli americani, destra dalla gara con la Repubblica Ceca in avanti), cross, recuperi miracolosi, assist ecc. Contro l’Ucraina gioca la sua gara perfetta: segna il gol dell’1-0, ne salva un altro sulla linea di porta e offre a Toni l’assist per il 3-0

Massimo Oddo – 6
Il laterale destro viene impiegato dal ct negli ultimi 22’ dell’incontro con l’Ucraina: svolge il suo compito diligentemente, aiutando i compagni a portare a termine una vittoria che vale l’accesso alle semifinali.

Marco Materazzi – 8,5
Il suo esordio e` indimenticabile: al 17’ della gara con la Repubblica Ceca subentra all’infortunato Nesta e, dopo, nove minuti, segna di testa la rete che da` il la alla qualificazione agli ottavi di finale. Nel match successivo, con l’Australia, un intervento scomposto gli costa un cartellino rosso che rischia di affossare il suo e il nostro Mondiale, ma la squadra va avanti e lui, dopo un turno di stop, torna a giocare su ottimi livelli, andando a segnare anche alla Francia.


CENTROCAMPISTI
Daniele De Rossi – 6
La nota stonata. In prospettiva e` il miglior centrocampista italiano, ma per il momento sono i nervi a tradirlo. Al 28’ della gara con gli Stati Uniti, un minuto dopo il pareggio a stelle e strisce, rifila una gomitata McBride e viene giustamente espulso. Il gesto, gravissimo, rischia di compromettere il cammino della Nazionale, e gli costa quattro gare di squalifica. Una lezione che, ne siamo certi, il centrocampista sapra` far sua, per dimostrarci il suo vero valore. Torna in finale contro la Francia e aiuta la squadra.

Gennaro Gattuso – 9
Il cuore della squadra. In questi Mondiali e` riuscito a coniugare all’ennesima potenza quello che gia` ottiene a livello di club: corse a perdifiato, contrasti sugli avversari, marcature asfissianti, incitamenti ai compagni e ai tifosi (si`, e` lui che li sprona, dal campo, non il contrario). In piu`, “Ringhio” ha limato alcune asprezze, circoscrivendo i falli commessi allo stretto necessario e proponendosi costantemente, oltre che in copertura, anche in fase di costruzione.

Francesco Totti – 7,5
In Germania quasi per miracolo, dopo un recupero record in seguito al grave infortunio, parte in sordina: con il Ghana soffre, con gli Stati Uniti e` nervoso e rimedia un giallo per poi essere sostituito quando la squadra e` in dieci, con la Repubblica Ceca mostra solo qualche lampo della sua classe. Il suo Mondiale inizia con l’Australia: entra al 75’ per Del Piero e segna il rigore decisivo al 95’. Da li` in poi fa quello che sa fare: assist, cambi di gioco, lanci in profondita` e tutto il resto.

Mauro Camoranesi – 6,5
Non canta l’inno di Mameli, ma in campo suona in modo piu` che sufficiente lo spartito assegnatogli da Lippi, sia partendo da titolare che entrando dalla panchina. Gioca quasi sempre sulla fascia destra (rare le scorribande al centro), dove impegna sempre le difese avversarie e da` manforte alla difesa con costanti rientri in copertura.

Simone Barone – 6
Gioca alcuni scampoli di partita (Repubblica Ceca e Ucraina), dando sostegno alla linea mediana nel mantenimento del risultato positivo. Entra subito nella parte e mette anche la sua firma sullo splendido Mondiale italiano.

Simone Perrotta – 8,5
Per le squadre avversarie deve essere un bel problema trovarsi di fronte un giocatore cosi`: in una forma fisica eccezionale (gioca praticamente sempre), parte da lontano e, senza dare punti di riferimento, si incunea nelle difese, per poi servire gli attaccanti o tentare la conclusione a rete. Nello stesso tempo aiuta anche a difendere. Per la perfezione gli manca solo il gol.

Andrea Pirlo – 9
Se Cannavaro e` il leader della squadra e Gattuso il cuore, Pirlo ne e` la mente. Dai suoi piedi partono tutte le geometrie orchestrate da Lippi e la squadra si compatta e resta corta intorno a lui, anche quando si trova in inferiorita` numerica. Oltre a questo, segna (suo il primo gol azzurro, con il Ghana) e offre ai compagni assist eccezionali, come quello a Grosso per il primo gol ai tedeschi.


ATTACCANTI
Alessandro Del Piero – 7
Il suo apporto si fa sentire soprattutto nei supplementari contro la Germania: si procura tre occasioni da gol e ne realizza una, quella del definitivo ko per i tedeschi. La sua corsa dietro la porta di Lehmann restera` per sempre impressa nei nostri ricordi. Per il resto, gioca uno scampolo di gara con il Ghana, un discreto secondo tempo con gli Stati Uniti (e` l’azzurro a impensierire di piu` Keller) e un buon primo tempo (seguito da una brutta ripresa) con l’Australia.

Luca Toni – 7
Non e` il bomber stratosferico che abbiamo ammirato in campionato, e fatica a trovare la via della rete. In compenso, il suo costante lavorio fisico di scardinamento e sfinimento delle difese avversarie apre varchi per i compagni, che si inseriscono e segnano. Lui si sblocca contro l’Ucraina, in un momento delicato della gara, in cui gli avversari stavano sfiorando il pareggio.

Alberto Gilardino – 7
Nelle prime due gare, con Ghana e Stati Uniti, gioca su buoni livelli, realizzando anche il gol del momentaneo vantaggio con gli americani, nei due match successivi (Repubblica Ceca e Australia) il suo rendimento cala e fallisce alcune occasioni da gol. Fuori con l’Ucraina, subentra a Toni con la Germania e incide sull’andamento della partita in modo determinante, con un palo e un assist da manuale per Del Piero.

Vincenzo Iaquinta – 6,5
Il ct lo utilizza a gara in corso, quando la sua potenza fisica puo` fare la differenza contro difese ormai stanche. Lui da` ragione a Lippi contro il Ghana, realizzando la rete che chiude l’incontro, e contro la Germania, quando mette paura ai tedeschi sulla fascia destra. Negativo, invece, il suo secondo tempo contro l’Australia.

Filippo Inzaghi – 6,5
Convocato in extremis (al posto dell’amico Vieri, infortunato), forse sperava di avere piu` spazio. Va comunque a suo merito non aver mai fatto polemica, contribuendo a cementare un gruppo fortissimo. Quando poi si e` trattato di segnare, nell’unico scampolo di gara giocato (con i cechi), lo ha fatto, puntuale come sempre.

Commissario tecnico
Marcello Lippi – 10
Dopo aver condotto gli azzurri a una qualificazione piuttosto agevole a Germania 2006, ha rischiato di essere travolto dallo scandalo di ‘calciopoli’. A causa del contenuto di alcune intercettazioni telefoniche e del ruolo del figlio Davide, agente in orbita Gea, il ct e` stato vicino all’allontanamento, chiesto da una parte consistente della stampa e dell’opinione pubblica. Dopo aver ricevuto la fiducia del commissario straordinario della Figc Guido Rossi, e` stato bravissimo a concentrare su di se` tutte le critiche, facendo da parafulmine per il gruppo, che ha costruito e protetto. A livello tattico non ha sbagliato niente: formazioni logiche, cambi corretti e ricerca della vittoria, sempre e comunque. Fra le sue mosse, ci piace ricordare soprattutto quella con la Germania, nei tempi supplementari, affrontati con quattro giocatori offensivi in campo: Del Piero, Totti, Gilardino e Iaquinta. Altri ct, visti nel recente passato, forse avrebbero giocato quei minuti finali con un attaccante solo, pensando soprattutto a non perdere. Per poi finire ko, regolarmente, ai calci di rigore.


Tgcom

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