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Guido Rossi alla Camera: "Illeciti diffusi e gravi" PDF Stampa E-mail
ImageIl commissario della Federazione italiana giuoco calcio ascoltato dalla Commissione Cultura dela Camera. "Coinvolti dirigenti, organi di controllo e arbitri". La sentenza della Caf slitta. Sarà pronta tra domani e dopodomani? ROMA - "E' emerso un quadro del mondo del calcio interessato da illeciti diffusi e gravissimi, che hanno coinvolto i vertici, gli organi di controllo e anche gli arbitri". E' questo uno dei punti su cui si è soffermato il commissario della Federcalcio Guido Rossi illustrando la grave crisi del mondo del calcio nel corso dell'audizione alla Commissione Cultura della Camera.

Il commissario non ha usato mezze parole per ribadire "un netto no a qualsiasi forma di amnistia", ricordando che questa formula "potrebbe tenere fuori da Uefa e Fifa qualsiasi club italiano". Guido Rossi chiama in causa la responsabilità e la cautela, precisando che privare l'ordinamento sportivo della sua atonomia in contrasto con gli statuti di Fifa e Uefa, porta come unica conseguenza "la totale esclusione delle squadre italiane da tutte le competizioni internazionali".

Parlando degli effetti e delle conseguenze degli illeciti emersi, Guido Rossi ha precisato che "l'aspetto più preoccupante è la cattura e l'asservimento da parte dei vertici, si pensi anche all'Associazione italiana arbitri". Secondo Rossi la crisi della Federcalcio riguarda tutte le istituzioni dello sport, a partire dai vertici agli arbitri, ai dirigenti, alle associazioni. In ogni caso, l'ordinamento sportivo è totalmente autonomo e "il processo Caf si è svolto nel totale, esemplare rispetto delle regole".


Era stato lo stesso capo dell'ufficio indagine della Federcalcio, Francesco Saverio Borrelli, entrando questa mattina nella sede della Figc in via Allegri, a ribadire di pensare "tutto il male possibile della politica che entra nella giustizia, sia ordinaria che sportiva". Il magistrato ha però altresì precisato che, rispetto all'amnistia "non tocca a me esprimere delle valutazioni". Borrelli è inoltre convinto che il "procedimento disciplinare non debba avere nessun rapporto con la vittoria dell'Italia ai Mondiali di Germania".

La pensa nello stesso modo anche il commissario Rossi che, a proposito, ha precisato di non aver "ritirato la Nazionale dai mondiali in quanto rappresenta la base sana da dove deve partire il rinnovamento".

Rossi ha parlato anche del conflitto di interessi e dei limiti del sistema elettivo degli organismi federali, toccando anche le leghe. "Il voto elettivo - ha spiegato Rossi - quando è collegato all'esercizio di diritti televisivi di grande rilievo economico diventa voto di scambio e pertanto il sistema democratico si frantuma in influenze dominanti. Saltano così i controlli e le regole a tutti i livelli devono essere riviste". E per Rossi la sfida per il futuro del calcio italiano passa attraverso la riscrittura di alcune regole che puntino all'autonomia e alla terzietà dei vertici ma anche degli organi di controllo.

La Repubblica 

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