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Il Tirreno e La Nazione del 22/07/06
IL TIRRENO
Il Catania lascia uno spiraglio dopo che il giocatore ha rifiutato il Taranto, ma è necessario prima riuscire a vendere tutti o quasi gli otto giocatori in esubero. Pisa, Danucci non è solo un miraggio . I giochi di mercato per il mediano potrebbero clamorosamente riaprirsi.
PISA. Sono sei, da ieri, i giocatori che non rientrano nei piani tecnici presenti nel ritiro di Pievepelago: dopo Grassi e Pasino, ecco Ventura, Pintori, Scopelliti e anche Ragatzu. In uscita non si registrano ancora particolari novità; la partenza più probabile, in tempi brevi, resta quella di Ragatzu per la Juve Stabia. Negli altri casi invece è tutto fermo. Fatto, questo, che sta bloccando le operazioni previste in entrata, a cominciare dal centrocampista. Piero Braglia è stato informato di questa situazione. E l'attesa prosegue. Nuovi tentativi per sbloccare alcune posizioni saranno fatti la prossima settimana all'Hotel Quark di Milano, dove, da martedì a venerdì, si terrà un altro raduno di mercato delle società. I dirigenti del Pisa saranno presenti negli ultimi due giorni della sessione. L’OBIETTIVO. Sperando che prima o poi qualche cessione si possa definire, il Pisa continua a seguire, a distanza, la vicenda Danucci. Due le condizioni perchè il mediano possa tornare nel mirino: che lo stesso giocatore accetti di scendere in C1, che il Catania conceda un prestito o uno scambio. Gli ultimi sviluppi segnalano uno stop alla trattativa più avanzata tra Danucci, il Catania e una societ à di C1, ovvero il Taranto. «Danucci non ci interessa più», ha annunciato il patron dei pugliesi Blasi. Che ha raccontato: «Il ragazzo ci ha chiesto tempo e noi glielo abbiamo concesso, andando anche oltre i limiti prestabiliti.Adesso però non abbiamo più intenzione di aspettare. Quando avrà le idee pù chiare, e non sarà troppo tardi, potremmo anche riparlarne. Danucci sogna la B, e questo lo comprendo, ma credo che una C1 a Taranto abbia lo stesso sapore ». La trattativa tra società ormai era stata definita: «Avevamo l'accordo su questa base: il Taranto cedeva al Catania la metà di Mancini, valore 350mila euro, per la comproprietà di Danucci». La domanda ora è: se anche Danucci, magari tra dieci o quindici giorni, accettasse di tornare in C1, sarà possibile per il Pisa agganciarlo? Nel frattempo anche il Gallipoli sembra aver mollato la presa. UNNIEMI. Il piede con la microfrattura, provocata da uno scontro fortuito nella prima partitella stagionale, è stato "bloccato". Lo stop previsto è di circa venti giorni, poi Daniele Unniemi potrà riprendere gli allenamenti; a quel punto gli servirà un periodo di tempo per riportarsi alla pari dei compagni. SECONDA USCITA. E' cambiato l'avversario, oltre che l'orario, per l'amichevole di domani. I nerazzurri non saranno impegnati in una seconda partitella in famiglia, ma con la formazione del Pievepelago, che milita in terza categoria. Gli amministratori locali hanno spinto perchè venisse cambiato il programma; e Braglia ha detto di sì. La gara inizier à non alle 17, come previsto, ma alle 16. NIENTE FORTE.La partita in programma sabato 29 col Forte dei Marmi sarà invece giocata contro una Selezione della montagna pistoiese. VERTENZA MELUSO. L'ex direttore sportivo Mauro Meluso (rimasto legato ai nerazzurri da un rapporto di consulenza per un certo periodo anche dopo il suo passaggio alla Ternana) ha una vertenza aperta con la precedente proprietà del Pisa Calcio. Il contenzioso è in atto, da tempo, per la spettanza non corrisposta, e richiesta da Meluso, relativa al trattamento di fine rapporto. L'altro giorno il Collegio arbitrale della Lega di serie C ha rinviato (per la terza volta) la discussione nonostante fosse all'ordine del giorno.
«Nessuna paura» . Zattarin: felice di essere tornato
PISA. A Gianluca Zattarin è bastato un attimo per riannodare le amicizie del passato, e cancellare cinque lunghi anni di assenza. Un rientro alla base che lo stopper padovano aveva sognato già in almeno due occasioni, e che siè concretizzato poche ore prima della partenza per il ritiro. Il difensore non sta letteralmente nella pelle: «Sono molto contento di essere tornato. Mia moglie è stata bene a Pisa, ed io ho tanti amici in città. Ora spero di far bene». Il tuo nome è legato idealmente a quello di Baraldi, tuo partner difensivo dal 1999 al 2001... «Con Gabriele mi sento ancora adesso. Scherzando mi ha chiesto di portarlo con me a Pisa. … ancora in forma...». Torni a Pisa per chiudere degnamente la tua carriera? «Della chiusura della mia carriera non voglio neppure sentir parlare. Mi sento ancora un ragazzino. Ripeto: sono venuto qui per far bene. Questa piazza vuole vincere. So che nella scorsa stagione la squadra ha avuto problemi. Quest'anno vogliamo toglierci qualche soddisfazione». Sarà un Pisa da piani alti della classifica? «L'importante è non fare proclami e formare un buon gruppo, per poi cercare di raggiungere i risultati, rimanendo uniti nei momenti difficili ». Conosci qualcuno dei tuoi nuovi compagni? «Biancone e Ferrigno sono stati insieme a me anche a Catanzaro. Poi ho incontrato Movilli, con cui ho parlato in campo quando eravamo avversari. Conosco Eddy Baggio, perchè abita vicino a me, dato che lui è di Vicenza ed io di Padova». Soprattutto conosci Piero Braglia... «L'ho avuto per tre anni, a Chieti e a Catanzaro. Lui non guarda in faccia a nessuno. Fa giocare solo chi merita». La piazza vi chiede grandi risultati... «Non ci spaventa nulla. La società sta acquistando buoni giocatori. L'importante è formare subito un buon gruppo, intorno ad un allenatore che vuole far bene». Massimo Berutto
LA NAZIONE
Garantisce Ferrigno : «Pisa, fidati di me:Braglia è il migliore».
di Saverio Bargagna PISA — Buoni o cattivi, non è la fine. Si può dire alla Vasco oppure, scomodando i classici come Machiavelli, citando un più altisonante: «Il fine giustifica i mezzi». Ma, alla fin fine, il succo è sempre lo stesso e così riassumibile: ciò che conta il risultato. E Fabrizio Ferrigno, nuovo attaccante nerazzurro, non ha dubbi. «Il mio rapporto con Braglia è assolutamente particolare — spiega l’esterno ex Catanzaro —. Il mister è uno schietto, che non bada certo alle forme ma va dritto alla sostanza. A volte possiamo ‘litigare’, possiamo anche scontrarci ma Braglia è uno che non porta rancore. Tutt’altro. Così lavoriamo davvero bene. Non ci sono peli sulla lingua: il rapporto è serio e sereno. Anche se si tratta di un ‘rapporto non consueto’ fa niente: i risultati dimostrano che questo è il modo migliore per lavorare». Come valuta questa prima fase di ritiro? «Sudiamo e fatichiamo tanto. Ma, anche se arrivo a fine giornata veramente distrutto, sono contento. Ma attenzione, queste non sono lamentale: la mia stanchezza mi è di conforto. Significa che lavoriamo tanto e lavoriamo bene. Così in campionato correremo come schegge!». Qual è la posizione di campo dove riesce a esprimersi al meglio? «Esterno offensivo: è il ruolo che più mi si addice. Mi allargo in fase di possesso palla per poi accentrarmi, così da sfruttare i varchi offerti dai miei compagni». Cosa le chiede principalmente Braglia? «Di portare un po’ di fantasia alla manovra. Il mio compito è quello di impostare nel migliore dei modi la fase offensiva». E’ ormai frase comune sottolineare l’importanza del gruppo. Ma come si fa a fare ‘gruppo’? «Credo che ciò dipenda principalmente da due fattori. Dall’intelligenza dei giocatori e dal carisma dell’allenatore. Braglia lo conoscevo prima di arrivare a Pisa e su di lui avrei messo la mano sul fuoco. I miei compagni, invece, li sto imparando a conoscere in questi giorni: devo dire che prima di elogiare le buone qualità tecniche dei singoli, sono rimasto sorpreso dalla ‘testa’ di questi ragazzi. Insomma, gli ingredienti per creare un gruppo forte ci sono tutti. I risultati, poi, saranno il collante decisivo».
Domani col Pievepelago seconda amichevole
PISA—Cambiano avversario e orario nella seconda uscita stagionale del Pisa: domani i nerazzurri affronteranno il Pievepelago, compagine locale militante in Terza categoria, con inizio alle 16. Ieri la truppa nerazzurra ha svolto una doppia seduta d’allenamento: la mattina palestra e ripetute sui 300 e 600 metri. Il pomeriggio spazio al pallone e agli schemi tattici. Intanto l’«altro-ritiro» si va completando l’arrivo di Mauro Ragatzu. L’attaccante ha raggiunto ieri il ritiro di Pievepelago, aggregandosi agli altri dalla rosa Pasino, Grassi, Scopelliti, Pintori e Ventura. Giambruno reduci da problemi fisici, svolgendo la riabilitazione.
Fronte cessioni:pioggia di «no».Acquisti bloccati.
PISA—Niente di nuovo sul fronte mercato, e la cosa comincia a farsi pesante. Per non dire pesantissima. Non parte nessuno, dal ritiro di Pievepelago: le destinazioni proposte da Scarpelloni ai ‘non desiderati’ vengono regolarmente rispedite al mittente. Ragatzu alla Juve Stabia è ancora una trattativa possibile, forse l’unica. Per il resto, è buio totale. La società nerazzurra spera che qualcosa si possa sbloccare la prossima settimana, quando è prevista una sessione di mercato-bis a Milano, da martedì a venerdì. Il Pisa sarà presente soltanto gli ultimi due giorni, convinto di perfezionare alcune cessioni i primi giorni della settimana. Se così sarà, Scarpelloni potrà operare con maggiori possibilità anche in chiave-entrata: oltre al centrocampista (che arriverà a prescindere), ci sarà spazio anche per l’acquisto di un attaccante. Il difensore è l’ultimo dei pensieri. De Simone, al momento, resta il favorito, anche perché il futuro del Catanzaro è ancora un punto interrogativo grande così. A ruota Danucci, sempre che il Catania decida di abbassare le pretese, Colasante (la maglia di titolare sarebbe già sua se decidesse di accettare il contratto annuale) e Passiglia, l’uomo che meno piace a Braglia, non per qualità ma per caratteristiche fisiche. Decisamente meno chiara la situazione sul fronte attaccanti: finché Ciullo non si sarà accasato, il Pisa non perde le speranze di non metterlo sotto contratto. All’ex attaccante della Triestina è stato offerto un contratto principesco per la categoria: 130mila euro netti l’anno per due anni.
Il centrocampista: «Verrei di corsa, ma i siciliani chiedono una cifra assolutamente fuori mercato». E Danucci chiede aiuto: «Ingabbiato dal Catania» .
PISA — Una cambiale salata prima di fare le valige e iniziare una nuova vita calcistica. Ciro Danucci, 23enne regista del Catania, vorrebbe lasciare la Sicilia ma il contratto che lo lega con i rossoazzurri è una vera e propria gabbia dorata. «Non sono nemmeno stato convocato in ritiro — sbotta il giovane centrocampista —. A Catania non ci sto a fare praticamente niente. Però mi lega alla compagine siciliana ancora un ‘forte’ contratto. La società mi ha messo sul mercato, mi vuol cedere ma solo e soltanto in comproprietà. Inoltre chiede una cifra molto elevata (250mila euro per la metà, ndr) che poche squadre, specialmente di serie C, possono permettersi». Fra coloro che la seguono con interesse c’è anche il Pisa. Conferma? «E’ inutile nascondersi: i nerazzurri mi hanno cercato e a me l’idea di trasferirmi sotto la Torre piace particolarmente. Purtroppo, al momento, la mia volontà passa in secondo piano. Se la società nerazzurra riuscirà a mettersi d’accordo con il Catania allora l’ostacolo più grosso sarà superato...». Oltre a Pisa la seguono anche Gallipoli e Taranto... «Anche queste squadre si trovano a dover fare i conti con le resistenze catanesi. Ho ricevuto anche diverse richieste dalla serie B ma le ho perse tutte a causa della cifra richiesta dal Catania per il mio cartellino». In questa graduatoria per la corsa al suo cartellino il Pisa come si colloca? «Pisa ha due qualità importani che altre squadre non possono vantare: una piazza ambiziosa e un pubblico stupendo. Pisa è Pisa anche se gioca in C1. Poi, in nerazzurro ritroverei anche Braglia: lo scorso anno, con lui, sono stato benissimo. Ho imparato tanto e vige un rapporto di stima reciproca. Vorrei venire, se solo mi ‘liberassero’... ». Saverio Bargagna
La dura vita di De Simone,Colasante e Passiglia.
PISA—Dura la vita dei centrocampisti che il Pisa ha messo nel mirino. Se Danucci è ‘ingabbiato’ dal Catania, che vuole cederlo ma chiede la luna per la sua comproprietà, Colasante è praticamente fuori rosa nella Pistoiese: è stato convocato per il ritiro, ma si allena a parte. De Simone non resterà a Catanzaro, complice la non ancora definita situazione societaria, Passiglia è partito con qualche giorno di ritardo per il ritiro con l’Arezzo, perché non rientra nei programmi di Conte. |