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Napoli: dal fallimento alla rinascita PDF Stampa E-mail
ImageDue anni fa, il giorno del settantottesimo compleanno: il Tribunale di Napoli dichiarò il fallimento della Ssc Napoli, schiacciata dal peso dei debiti, 60 milioni di euro. Si chiuse un capitolo, il più drammatico: sarebbe stato meno traumatico se il fallimento fosse stato dichiarato prima del 30 giugno 2004, in quel modo il trasferimento del titolo sportivo avrebbe consentito alla squadra e alla tifoseria di non perdere il posto in B.

 

Poco dopo si sarebbe aperto un altro capitolo, quello che scrive Aurelio De Laurentiis, produttore cinematografico di origini campane, le radici nelle province di Avellino e Napoli, il nipote del mitico Dino, signore di Hollywood. Tornato in B, primo passaggio verso il rilancio, il Napoli celebra i suoi primi 80 anni con il sorriso. Ha felici prospettive per due motivi: 1) la presenza di un imprenditore come De Laurentiis, che ha assicurato tali mezzi economici da rendere agevole il lavoro sul mercato; 2) il cosiddetto anno zero del calcio, perché lo scandalo ha demolito o ridimensionato i potentati e così possono finalmente aprirsi spazi per società nuove e solide come il Napoli. Federcalcio e Lega, restituite alla loro dignità, dovranno ripartire proprio dai club che non avevano legami con i personaggi del recente passato. Celebrare la ricorrenza significa ricordare uomini -presidenti, manager, allenatori e giocatori- che hanno consentito al Napoli e alla sua gente di vivere splendide esperienze. L'emblema è Diego Armando Maradona, el ganador, il protagonista dei trionfi degli anni '80, i più importanti e i più lucenti nella bacheca azzurra. La vita di Maradona è la vita del Napoli: è caduto, ha trovato la forza per rialzarsi e ora guarda al futuro con fiducia. Il passato non va dimenticato perché dà la spinta per affrontare le nuove sfide e infatti, come anticipato dal presidente, i ricordi brilleranno nei corridoi del Centro di Castelvolturno: De Laurentiis ha voluto tappezzare i muri della nuova casa con le foto dei protagonisti azzurri, dal 1946 ai giorni nostri. Sono stati compiuti in ventidue mesi investimenti rilevanti per consentire al Napoli di recuperare il ruolo che aveva prima di una crisi societaria durata oltre dieci anni, finita quel primo agosto 2004 con il fallimento. De Laurentiis sa che il calcio non è un film e quindi la migliore politica è quella di piccoli e meditati passi. Occorre pazienza per vincere. Napoli ha atteso sessantun anni lo scudetto, conquistato con la collezione di campioni creata da Corrado Ferlaino, il presidente che ha rappresentato 33 anni di questa storia. Tutto non si può avere subito, si deve costruire con logica. Il Napoli di Reja celebra stasera gli 80 anni con De Laurentiis nel ritiro di Hermagor. Un brindisi dopo una giornata di lavoro. La festa al San Paolo è rinviata a venerdì 11, quando in uno stadio sempre più a rischio arriveranno le due squadre che hanno vinto lo scudetto 2006: la Juve, a cui il titolo è stato revocato dai giudici della Corte federale, e l'Inter, a cui è stato assegnato dai dirigenti della Figc. E poi ci sarà la Nazionale campione del mondo il 2 settembre: l'occasione per festeggiare il capitano napoletano Fabio Cannavaro e chiudere la guerra con le istituzioni, ovvero con l’ex presidente federale Franco Carraro.

Il Mattino 

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