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Aveva inaugurato la serie di conferenze stampa precampionato ad Acqui Terme ed ora, a distanza di due settimane, con tanti allenamenti e due amichevoli alle spalle, Marco Marchionni incontra nuovamente i giornalisti a Pinzolo e traccia un bilancio dei suoi primi giorni in bianconero.
“Prima di arrivare alla Juventus hai tante idee su ciò che troverai, ma quando ci sei dentro, ti rendi conto che l’ambiente è ancora migliore di quello che avresti potuto immaginare. Qui ti senti subito a casa, tutti sono uguali, dai più giovani ai grandi campioni; in fondo credo che sia proprio questo lo stile Juve. Nedved e Ibrahimovic? Due grandi giocatori e soprattutto due bravi ragazzi, sempre disposti a dare consigli e ad aiutare i nuovi ad inserirsi”. Il loro apporto e quello degli altri big, se la Juventus dovesse partire dalla serie B, sarà fondamentale: “Ho giocato in B con l’Empoli e sicuramente è un campionato difficile e molto lungo, che va affrontato senza l’idea di averlo già vinto. Ci sono squadre importanti come il Genoa, il Napoli o lo stesso Mantova, che dalla C1 ha sfiorato il salto in A. E poi quattro partite in più rispetto alla A possono sembrare poche, ma se si considerano anche i preliminari di Coppa Italia, alla fine ci si rende conto che dovremo giocare tanto. Oltretutto, la Coppa Italia è un nostro obiettivo insieme all’immediato ritorno in serie A, perché vincerla ci permetterebbe di rientrare subito in Europa. Le difficoltà ci saranno, ma certo, avere dei campioni in squadra può permetterti di risolvere le partite”. Gli chiedono se, secondo lui, passare da palcoscenici internazionali alla serie cadetta, possa essere un problema per alcuni: “Dipende da persona a persona, ma se riesci a dimenticare le vittorie e a calarti nella nuova realtà non ci sono differenze. Quando si va in campo si dimentica tutto e si pensa solo a fare bene; basti l’esempio di Del Piero e Nedved, un campione del mondo e un Pallone d’Oro: hanno scelto di rimanere e sono un esempio per tutti noi”. juventus.it |