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Il bottino incustodito: Lega e diritti televisivi PDF Stampa E-mail
ImageArchiviata Calciopoli con un ben colpetto di spugna, sono rimasti diversi, e non facili, problemi sul tappeto erboso di Calciolandia. I sopravvissuti sgomitano per arraffare il bottino rimasto incustodito: il governo della Lega e i quattrini della tv. Lo scivolone della Juve ha trascinato verso il basso anche i club vicini all'ex "pianeta Moggi". La Reggina di Foti è sub judice per illecito sportivo e rischia la retrocessione, il Siena ha serie difficoltà di bilancio e il Messina non se la passa molto meglio.


Zamparini, che in questo momento ha ritirato le sue dimissioni da vice presidente vicario (un classico) sembra quello che ha tratto più benefici dal terremoto.
Della Valle, che ora si può fregiare anche della squalifica (sì, perché in Italia squalifiche e condanne penali sono titoli di merito) chiede regole nuove e spara a zero. Ce n'è per tutti, o quasi.
 

La passione senile

Ha detto di Guido Rossi: «Un avvocato di 75 anni travolto da una passione senile per un mondo che gli ha dato di colpo un'immensa popolarità», e che di pallone «non capisce niente».
Di Palazzi: «Un giovane palesemente incapace di reggere una tale mole di lavoro in così breve tempo» e che avrebbe trasformato «un processo legittimo in uno spettacolo mediatico basato sulla velocità del giudizio».
Di Moratti, che lo «ha molto deluso come persona... In privato mi diceva di essere d'accordo con le mie posizioni... Dopo però si sedeva a tavolino per spartirsi i diritti tv insieme a Milan e Juventus... Trovo che Moratti dovrebbe evitare di sfogare così la frustrazione che gli deriva dal non vincere mai niente. E come ex interista questo mi dispiace».
Secondo Della Valle, il patron nerazzurro dovrebbe dimettersi da presidente poiché non ha vinto nulla.
Forse non era ancora stato informato che Moratti ha vinto lo scudetto 2005-06. Anche se capitan Zanetti lo ha definito "un trofeo di cartone".
Quindi Moratti ora è un ex perdente e potrebbe essere finita la sua crocifissione. Come quella dei suoi tifosi che hanno festeggiato a Brunico con cori di scherno indirizzati a Moggi e Galliani.

In casa nerazzurra si sta vivendo un'euforia contagiosa dove si applaude di tutto: anche gli autogol. Il leit motiv è che non si perdeva per colpa dell'Inter, era tutta opera di Moggi. E Zanetti, anche se lo scudetto è di cartone, dice che continua a chiedersi «quanti campionati avremmo potuto vincere, dal '95 a oggi, se anche gli altri fossero stati onesti come noi». Zanetti giura che non si è mai parlato del premio-scudetto e che probabilmente nessuno avrà mai il coraggio di chiederlo a Moratti.

Io sono interista

E A Brunico si vendono magliette con la scritta "Io sono interista", che equivale più o meno a "Io sono onesto". L'immagine dell'Inter, in Italia e all'estero, sta toccando vertici mai raggiunti, dagli sponsor della Nike ai guerriglieri del Chiapas, che per voce del Subcomandante Marcos l'hanno ribattezzata "la mas digna".
E se adesso 1'Inter dovesse iniziare a vincere davvero?
Bedy Moratti, sorella di Massimo, ha detto che «è stato importante poter mostrare a tutto il mondo che siamo e siamo sempre stati diversi. Con Calciopoli si è capito che molte delle ironie fatte in questi anni nei nostri confronti erano immeritate. Le ingiustizie erano evidenti, ma non sapevo se erano deliberate o casuali. Ora invece lo so. E non parlo solo del campionato 2004-'05, i problemi sono iniziati molto prima. Adesso, per esempio, posso dire a voce alta che lo scudetto 1997-98 ce l'hanno letteralmente rubato». È vero, a rivederlo oggi, fa un certo effetto. E magari una rivisitazione di quel campionato potrebbe essere lo spunto per un prossimo articolo.

La torta dei diritti

Ma il piatto forte, è il caso di dirlo, è la torta dei diritti tv.
Le sentenze hanno fatto saltare tutti gli schemi. Per la Serie A, Berlusconi vorrebbe uno sconto del 20 per cento sui 61,5 milioni di euro all'anno che dovrebbe pagare alla Lega per la trasmissione degli highlights. Senza la Juve, dice, non è la stessa cosa. È meno arrabbiato il Biscione per i diritti individuali grazie ai quali trasmette criptate sul digitale terrestre le partite di dieci squadre di A.

Stesso discorso per Sky, che ha i diritti individuali sul satellite, ma ai vertici della tv satellitare ancora tutto tace.
Altro guazzabuglio per i diritti delle partite di B che vede come contendenti la Rai e Sportltalia (la tv del tunisino Tarak Ben Ammar). La Rai sta pensando a dare battaglia legale per avere tutta la B, mentre l'anno scorso aveva rinunciato ad anticipi, posticipi, playoff e playout, ma difficilmente avrà partita vinta perché SportItalia ora trasmette su satellite. Inoltre la Lega vuole aumentare il contratto con la Rai, perché aveva durata solo annuale.
E per chiudere in bellezza, il disegno di legge Gentiloni-Melandri, che sancirà la vendita collettiva dei diritti della Serie A, a partire dal campionato 2007-2008 - si scontra con tutto quanto detto sopra. Mediaset, tanto per cambiare, non ne vuole sentir parlare. E anche le altre grandi sono terrorizzate all'idea di rinunciare a buona parte di quei soldi. L'imbroglio dovrebbe essere risolto dal governo e dal Parlamento, come al solito, all'italiana. Anche se Gentiloni ha detto che «si cercherà un accordo con le parti, ma non tutti questi contratti potranno proseguire fino alla loro scadenza».
Insomma un gran casino. Da vedere se i litiganti sceglieranno la strada dello scontro o quella della trattativa. Sarà un agosto molto caldo.

Spigolature

Orologi. La Jean Richard, una prestigiosa marca svizzera di orologi, ha fabbricato un'edizione limitata (in soli 290 esemplari) a ricordo dello scudetto juventino numero 29, che ora non è più juventino. L'azienda elvetica, partner della Juventus sin dal 2003, non aveva fatto i conti con lo scandalo, e soprattutto con la sentenza. E ora che ci facciamo con gli orologi destinati alla vendita al prezzo di 5 mila franchi svizzeri cadauno? La Jean Richard tace. Improbabile che la famiglia Macaluso, proprietaria anche della Girard Perregaux, scelga la via del tribunale per chiedere un risarcimento. Anche perché gli orologi, se ceduti a qualche collezionista, potrebbero raggiungere prezzi anche molto più alti. Una vera rarità, la celebrazione di uno scudetto perso a tavolino.

Ultras. Da quando c'è Moratti, l'Inter è molto attenta al sociale, con numerose iniziative, soprattutto nei Paesi poveri. Ma il grosso problema di Moratti rimane il tifo della curva, in gran parte estremisti di destra, e anche un po' razzisti. Un po'...?
A offuscare l'immagine nerazzurra sono i cori antisemiti, che usualmente raggiungono l'apice nelle partite con il Milan e con il Livorno. La società di Moratti ha organizzato un incontro molto discreto, in una scuola ebraica milanese, tra una delegazione di capi ultras e alcuni esponenti (interisti) della comunità israelitica di Milano. Tra aperitivi e stuzzichini è stato spiegato che la storia dell'Inter si intreccia con quella della comunità ebraica milanese fin dalla nascita del club meneghino, poiché diversi soci fondatori erano israeliti. Alla fine dell'incontro, i capitifosi hanno promesso di eliminare cori e striscioni antisemiti. Ora resta da vedere che ne diranno i cinquemila ultras della curva.

Corriere canadese

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