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Mexes: «Noi come l'Inter» PDF Stampa E-mail
Campionato, Champions League, Supercoppa Italiana e Coppa Ita-lia: è un poker da sogno quello che la Roma di que-st'anno si trova improvvisamente a poter desiderare. Un panorama d'oro reso possibile anche dalle contingenze di Calciopoli, che ha limitato la concorrenza in campionato retrocedendo la Juve in serie B e zavorrando il Milan di 8 punti.

La Roma c'è e torna a crederci, anche se le dichiarazioni di uno dei protagonisti della scorsa stagione, Philippe Mexes, che a Trigoria ha parlato con i giornalisti, sono apparse volutamente prudenti: «Lo scudetto è ancora lontano - ha detto il difensore - prima di parlarne bisogna aspet-tare almeno il girone d'andata». Poi però è stato tradito da un moto d'orgoglio quando qualcuno gli ha ricordato che i nerazzurri di Moratti minacciano di rovinare la festa dei romanisti: «L'Inter? È una squadra come la nostra. Non c'è nessuna differenza tra noi e se loro stanno comprando grandi giocatori, noi abbiamo tre campioni del mondo e un gruppo formidabile». 

Poi c'è Mido, il centravanti egiziano che ha saputo conquistare Spalletti al punto da far congelare la trattativa con il Lecce per Vucinic: «Lui è un giocatore che è stato capace di collezzionare con il Tottenham più di 10 gol, che l'anno prima non aveva avuto modo di mettersi debitamente in mostra - ha detto Mexes - ma in questi giorni si sta integrando in maniera fantastica con noi e con il mister».

Nel secondo anno di "cura Spalletti", sembra proprio quella del gruppo la carta più importante della squadra: «Abbiamo un gruppo sano e compatto, il nostro punto di forza è la volontà e la solidarietà reciproca», ha spiegato Mexes.
E lo dimostra, infatti, il risultato dell'amichevole giocata contro i campioni portoghesi del Porto, conclusasi 1-0 per i padroni di casa ma giocata con grande concentrazione da una formazione in cui mancavano Montella, Taddei e i tre nazionali, Totti, Perrotta, e De Rossi.
E saranno proprio loro, i campioni del mondo a guidare la prossima stagione la squadra nei momenti difficili sul campo.

C'è da dire che cinque punte (Totti, Nonda, Mido, Montella più Okaka) sembrano troppe per una squadra che a centrocampo può contare solo su Faty come sostituto per De Rossi e Aquilani. E allora sul mercato, continua la caccia ad un giocatore che copra queste lacune. Il nomi più quotati rimangono quelli del ghanese Appiah, che è in forza al Fenerbahce e, in subordine, del francese Alou Diarra, che gioca nel Lens.

Corriere canadese

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